Art Basel, fondata in Svizzera nel 1970 e oggi presente con fiere annuali a Miami Beach, Hong Kong, Parigi e Qatar, punta a rispondere a queste critiche con Basel Exclusive, una nuova iniziativa che invita le gallerie partecipanti a non includere una parte delle opere o, in alcuni casi, l’intera presentazione nelle tradizionali anteprime inviate via e-mail ai collezionisti. Il progetto debutterà all’edizione di quest’anno di Art Basel, in programma dal 18 al 21 giugno, con giornate di anteprima riservate dal 16 al 17 giugno.
«Siamo tutti consapevoli del fatto che viviamo in un mondo digitale fortemente guidato dalla circolazione delle immagini e delle opere d’arte», ha dichiarato Vincenzo de Bellis, direttore globale delle fiere di Art Basel, lo scorso aprile. «Allo stesso tempo, sappiamo quanto sia importante vedere le opere dal vivo, per tutte le diverse componenti del nostro settore. Per questo abbiamo voluto affermare un principio condiviso». Ha aggiunto: «È importante ricordare che, se non si viene a Basel, non si vedranno certe opere di persona». Infatti, l’iniziativa potrebbe anche essere letta come un tentativo di rafforzare la centralità della sede svizzera, dopo che Paris, con Art Basel Paris (nata nel 2022 come Paris+ par Art Basel), è apparsa sempre più dominante grazie al suo contesto culturale più attrattivo rispetto alla città d’origine.
Basel Exclusive: opere da scoprire solo in fiera
Le gallerie aderenti saranno identificate sulle mappe della fiera, mentre le opere selezionate saranno segnalate da apposite targhe. Secondo Art Basel, 193 delle 232 gallerie presenti nel settore principale, pari a circa l’83% degli espositori, hanno già aderito all’iniziativa. Tra queste figurano alcune delle realtà più influenti del mercato internazionale, come Acquavella, Gagosian, Hauser & Wirth, Lisson, Pace, Perrotin, Almine Rech, Thaddaeus Ropac e David Zwirner, insieme a gallerie di medio formato come Bortolami, James Cohan, Sadie Coles HQ, Fortes D’Aloia & Gabriel, Kukje, Matthew Marks, Silverlens e Sprüth Magers. Circa 230 artisti rientrano nella clausola che vieta l’invio di anteprime delle opere. Tra questi figurano sia grandi nomi dell’arte contemporanea sia figure storiche canoniche, come Jean-Michel Basquiat, Louise Bourgeois, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, David Hockney, Pablo Picasso e Andy Warhol, insieme ad altre figure influenti della scena contemporanea internazionale.

Tra le critiche più frequenti rivolte alle fiere d’arte e al mercato vi è l’idea che le vendite avvengano in tempo reale, direttamente negli stand. In realtà, molte delle transazioni più importanti vengono concluse prima dell’apertura: nelle settimane precedenti, le gallerie inviano anteprime riservate in PDF a collezionisti e advisor, consentendo spesso di vendere le opere più importanti ancora prima dell’inizio della fiera. Come ha scritto ad aprile il giornalista Maximilian Duron per ARTnews: «Basel sembra perdere la sua capacità di attirare i collezionisti più importanti, in particolare quelli americani, nella città svizzera. Introdurre una nuova forma di esclusività che richieda la presenza fisica potrebbe essere proprio ciò di cui la fiera ha bisogno per riconquistarli».
Le gallerie e gli artisti di quest’anno
Tra le gallerie coinvolte nel progetto figurano alcune delle realtà più influenti della scena internazionale, attive tra Europa, Stati Uniti e Asia, e capaci di definire le dinamiche del mercato contemporaneo. Il programma riunisce spazi storici e gallerie di primo piano come Gagosian, Hauser & Wirth, Marian Goodman, David Zwirner, Pace, Perrotin, Thaddaeus Ropac, Lisson, Sadie Coles HQ, Massimo De Carlo, Xavier Hufkens, Mennour, Almine Rech, Victoria Miro e Lehmann Maupin, insieme ad altre gallerie di forte influenza internazionale.
Il progetto riunisce alcune delle principali realtà della scena internazionale, con una partecipazione che copre la maggior parte degli espositori del settore principale della fiera. La selezione artistica intreccia figure storiche e pratiche contemporanee, attraversando movimenti, generazioni e linguaggi differenti. Ne emerge un dialogo tra eredità del Novecento e ricerca attuale, nel segno di una continuità critica più che di una semplice contrapposizione stilistica. L’iniziativa coinvolge gallerie affermate e spazi di diversa scala, distribuiti tra Europa, Stati Uniti e Asia, a conferma della portata globale del programma. Tra gli artisti figurano Etel Adnan, Francis Alÿs, Alighiero Boetti, Alexander Calder, Enrico Castellani, Judy Chicago, Giorgio de Chirico, Max Ernst, Helen Frankenthaler, Philip Guston, Keith Haring e Tracey Emin, insieme a molte altre figure chiave della scena artistica internazionale.


