Tra i vigneti e le colline che circondano Collevalenza, nel territorio di Todi, prende forma il Parco Sculture Todini, un nuovo progetto dedicato all’arte contemporanea che sceglie il paesaggio come interlocutore privilegiato. Curato da Massimo Mattioli, il parco nasce all’interno della Tenuta Todini con l’obiettivo di costruire nel tempo una collezione di opere permanenti capaci di dialogare con l’ambiente naturale e con l’identità culturale del territorio. Realizzato con il sostegno della Fondazione Perugia e il contributo di Acciaierie Arvedi AST di Terni, il progetto è patrocinato dal Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, sottolineando fin dalle sue premesse una particolare attenzione al rapporto tra uomo, natura e paesaggio.


La prima edizione del parco presenta due installazioni site-specific firmate da Matteo Attruia e Silvia Ranchicchio, artisti appartenenti a generazioni e percorsi differenti ma accomunati dall’interesse per la relazione tra opera e contesto. Attruia, noto per un linguaggio che intreccia ironia, riflessione concettuale e interventi testuali, realizza VITE, un’opera che accoglie il visitatore all’ingresso della tenuta. Il lavoro si fonda sull’ambiguità semantica della parola che dà il titolo all’intervento: da un lato la vite come pianta simbolo del paesaggio agricolo umbro, dall’altro le vite intese come insieme delle esistenze che abitano e attraversano il luogo. L’opera diventa così un dispositivo di lettura del territorio, capace di mettere in relazione natura, memoria e presenza umana attraverso la forza evocativa del linguaggio.

Con Tempus Mirabilis, Silvia Ranchicchio propone invece una scultura ambientale in acciaio lucido che si inserisce nel paesaggio senza alterarne l’equilibrio. La forma sinuosa e ondulata richiama il profilo delle colline umbre e il fluire del tempo, mentre la superficie riflettente assorbe e restituisce continuamente la luce, il cielo e i colori delle stagioni. Pensata come luogo di sosta e contemplazione, l’opera è orientata verso Todi e invita il visitatore a soffermarsi sul rapporto tra percezione, trasformazione e paesaggio, diventando parte integrante dell’ambiente che la ospita. Il progetto guarda però già oltre questa prima tappa. L’intenzione è infatti quella di ampliare progressivamente il parco con nuovi interventi, trasformando la Tenuta Todini in uno spazio aperto alla sperimentazione artistica contemporanea e alla valorizzazione del territorio attraverso il dialogo tra arte e natura.

A completare il programma, la presenza di Miltos Manetas, che realizza una performance di live painting ispirata alla fattoria didattica della tenuta e ai suoi animali provenienti da diverse parti del mondo. Un intervento che richiama idealmente la sensibilità francescana verso tutte le forme di vita e rafforza la dimensione relazionale del progetto. La nascita del Parco Sculture Todini si inserisce inoltre nel più ampio calendario culturale che anima la città di Todi, contribuendo a consolidare il ruolo dell’Umbria come laboratorio sempre più attento alle pratiche artistiche contemporanee e alla loro capacità di interpretare il paesaggio.


