La Biennale di Venezia apre un nuovo capitolo della propria storia con la presentazione della nuova sede dell’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee (ASAC), ospitata negli spazi restaurati dell’Arsenale. Frutto di un intervento di recupero e rifunzionalizzazione del valore complessivo di 38 milioni di euro, il progetto restituisce alla città un complesso di circa 8mila metri quadrati, destinato a diventare uno dei più grandi centri di ricerca al mondo dedicati alle arti contemporanee. L’operazione si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione dell’Arsenale portato avanti dalla Biennale negli ultimi decenni e riguarda il comparto delle Officine Est – Magazzino del Ferro, a nord delle Corderie. Gli spazi, restaurati grazie ai finanziamenti del Ministero della Cultura nell’ambito degli interventi strategici per i Grandi Attrattori Culturali, ospiteranno non solo i fondi archivistici della Biennale ma anche aree di consultazione, sale espositive, spazi per la ricerca, attività formative e ambienti dedicati al Biennale College ASAC.

L’ASAC rappresenta una delle istituzioni più importanti per la memoria delle arti del Novecento e del contemporaneo. Custodisce infatti la documentazione prodotta dalla Biennale fin dalla sua nascita nel 1895, comprendendo materiali relativi ad arte, architettura, cinema, danza, musica e teatro. Un patrimonio unico che nel tempo è diventato un punto di riferimento imprescindibile per studiosi, curatori e ricercatori provenienti da tutto il mondo. La nuova sede nasce però con un’ambizione che va oltre la semplice conservazione. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’archivio in uno spazio dinamico, capace di mettere in relazione memoria storica e produzione culturale contemporanea. L’archivio viene così concepito come un organismo attivo, non soltanto deputato alla tutela dei documenti ma anche alla generazione di nuove ricerche, progetti espositivi e percorsi interdisciplinari.


A sottolineare questa visione, la presentazione della nuova sede è stata accompagnata da un programma di incontri, lecture, performance e concerti ideati dai direttori artistici dei diversi settori della Biennale. Tra gli ospiti figurano Wang Shu e Lu Wenyu per l’Architettura, Alberto Barbera per il Cinema, Wayne McGregor per la Danza, Willem Dafoe per il Teatro, Maria Magdalena Campos-Pons per l’Arte e Caterina Barbieri per la Musica. Un calendario che ha trasformato l’apertura dell’archivio in una riflessione collettiva sui linguaggi della contemporaneità. Con questa nuova infrastruttura culturale, aperta 365 giorni all’anno, la Biennale rafforza ulteriormente il proprio ruolo internazionale. Se le esposizioni e i festival rappresentano il volto più visibile dell’istituzione veneziana, il nuovo ASAC si propone come il suo cuore pulsante: il luogo in cui la memoria delle arti viene conservata, studiata e continuamente riattivata per dialogare con il presente e immaginare il futuro.
All photos: New home Historical Archive La Biennale di Venezia Ph by Andrea Avezzù Courtesy La Biennale – MiC


