“Comedian” colpisce di nuovo: la banana di Cattelan trafugata al Pompidou-Metz

L’iconica installazione di Maurizio Cattelan torna al centro dell’attenzione: la banana di Comedian è stata nuovamente smarrita durante la mostra al Pompidou-Metz. Aperta un’indagine

Nuovo episodio per Comedian, la celebre opera di Maurizio Cattelan composta da una banana fissata al muro con del nastro adesivo. L’installazione è stata nuovamente trafugata durante la mostra che il Centre Pompidou-Metz dedica all’artista italiano, che per l’occasione figura anche come curatore. L’opera, già venduta a 6,2 milioni di dollari e diventata virale sin dalla sua apparizione ad Art Basel Miami Beach nel 2019, continua a generare interventi imprevisti e reazioni da parte del pubblico.

Secondo quanto comunicato dal museo, un agente di sorveglianza avrebbe notato la scomparsa della banana nel pomeriggio di sabato, intorno alle 14. Non è chiaro se il frutto sia stato sottratto o consumato sul posto. Il Centre Pompidou-Metz ha quindi sporto denuncia contro ignoti. La decisione arriva nell’anno in cui il museo celebra il suo quindicesimo anniversario con una rassegna dedicata a Cattelan. L’istituzione precisa che il frutto, elemento centrale dell’opera, viene normalmente sostituito ogni tre giorni secondo un protocollo prestabilito. L’interruzione non autorizzata di questo ciclo, sottolinea il museo, non solo viola il rispetto dovuto alle opere esposte, ma incide anche sul valore stesso di Comedian, che risiede nel suo certificato di autenticità e nelle regole che ne definiscono la messa in scena.

La banana di Cattelan, una storia di sparizioni e performance

Comedian è attualmente presentata al Centre Pompidou-Metz nell’ambito della mostra Dimanche sans fin. Maurizio Cattelan et la collection du Centre Pompidou (aperta nel maggio 2025 e prevista fino all’inizio del 2027, con l’opera in copertina del catalogo). Come ricorda il museo, l’installazione ha generato nel tempo numerose reazioni, fino a veri e propri gesti di appropriazione da parte di visitatori o performer che hanno rimosso o consumato la banana esposta.

La storia di queste interruzioni è lunga: dalla celebre azione di David Datuna ad Art Basel nel 2019, allo studente che nel 2023 ha mangiato la banana durante una mostra a Seoul, passando per un episodio analogo al Museo di Serralves in Portogallo nell’estate del 2025. A ogni occasione, il frutto è stato sostituito, riaffermando la natura effimera e provocatoria del lavoro. Un caso ancora più noto risale al 2024, quando Comedian — dopo essere stata acquistata per 6,2 milioni di dollari da un imprenditore del settore delle criptovalute — fu nuovamente consumata e il gesto condiviso sui social, trasformando l’opera in un ulteriore atto performativo. Anche nell’ambito della mostra di Metz si era già verificato un primo episodio: un visitatore aveva mangiato la banana, ma era stato identificato e aveva ammesso la responsabilità, evitando così una denuncia. Questa volta, invece, il museo è stato costretto a sporgere denuncia contro ignoti, non essendo riuscito a risalire all’identità del responsabile della sparizione.

Un’opera che sembra alimentarsi direttamente dell’interazione con il pubblico, anche nelle sue forme più impreviste. Nel tempo, la banana diventata iconica ha ampiamente superato i confini della sola esposizione: oggetto di appropriazioni virali, meme e riflessioni sul valore attribuito all’arte contemporanea, si è affermata come un vero e proprio simbolo culturale. È stata inoltre al centro di una controversia per plagio, conclusasi con l’assoluzione di Cattelan dalle accuse mosse dall’artista Joe Morford. Un gesto che continua a ridefinire il confine tra opera, pubblico e performance.