Artisti francesi chiedono il boicottaggio del nuovo Pompidou di Seul per i legami del partner Hanwha con aziende israeliane

La denuncia della collaborazione tra Hanwha e aziende israeliane attive nel settore della difesa arriva a pochi giorni dall'apertura del Pompidou sudcoreano. La Fondazione smentisce le accuse

L’inaugurazione del nuovo Centre Pompidou Hanwha di Seul, prevista per il 4 giugno, è al centro di una crescente polemica internazionale. Un gruppo di artisti, curatori e studiosi francesi ha sottoscritto una lettera aperta con cui invita il mondo della cultura a prendere posizione contro la collaborazione tra il celebre museo parigino e la Fondazione Hanwha, partner del progetto in Corea del Sud. Secondo i firmatari, la partnership solleverebbe interrogativi etici a causa dei rapporti intrattenuti in passato dal gruppo Hanwha con alcune aziende israeliane attive nel settore della difesa, tra cui Elbit Systems ed Elta Systems. Le critiche si inseriscono nel più ampio dibattito internazionale sul ruolo delle istituzioni culturali nei confronti di aziende coinvolte, direttamente o indirettamente, nell’industria militare.

Nel documento, pubblicato inizialmente dal quotidiano francese Libération, gli autori sostengono che il progetto rischierebbe di trasformarsi in un’operazione di “art washing”, ovvero nell’utilizzo della cultura per migliorare l’immagine pubblica di soggetti associati a interessi economici controversi. Per questo motivo chiedono la cessazione della collaborazione e invitano artisti e operatori culturali a esprimere pubblicamente il proprio dissenso. Tra i firmatari figurano personalità di rilievo della scena artistica internazionale, tra cui l’artista libanese Ali Cherri, vincitore del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia nel 2022, l’artista francese Lili Reynaud-Dewar, la teorica della fotografia Ariella Aïsha Azoulay, l’artista marocchino Mounir Fatmi, lo scultore francese Théo Mercier e la critica d’arte Élisabeth Lebovici.

Dal canto suo, la Fondazione Hanwha ha più volte respinto le accuse. In precedenti dichiarazioni, l’organizzazione aveva sottolineato che le società del gruppo coinvolte nei settori aerospaziale e tecnologico non avrebbero esportato armamenti verso Israele né partecipato ad attività suscettibili di condanna da parte della comunità internazionale. La controversia arriva mentre il nuovo museo si prepara ad aprire le porte al pubblico come simbolo della cooperazione culturale tra Francia e Corea del Sud. Nelle stesse ore in cui la lettera aperta è stata resa pubblica, gli spazi del Centre Pompidou Hanwha hanno ospitato un’importante sfilata di Chanel, alla presenza di numerose personalità del mondo della moda, del cinema e della musica internazionale.