KORA apre il suo archivio contemporaneo nel Salento 

A Castrignano de’ Greci si apre “QUI.Kora”, mostra dedicata alla collezione del Museo Pubblico del Contemporaneo - KORA

Il progetto si colloca proprio dentro queste domande, assumendole come nucleo critico e operativo. Nel contesto del Salento, oggi attraversato da forti dinamiche turistiche e da una crescente stagionalità del consumo, KORA interroga il rischio di riduzione dell’immaginario locale a semplice superficie estetica o a esperienza immediata. In questo scenario, anche le dimensioni del “magico” e della ritualità rischiano di perdere la loro profondità originaria, trasformandosi in dispositivi di attrazione più che in strumenti di conoscenza e di interpretazione del reale. Il progetto si muove allora nella direzione opposta: cercare forme di attenzione più lente, capaci di riattivare la complessità del territorio e delle sue stratificazioni.

L’obiettivo non è quello di offrire immagini da consumare, ma di riaprire uno spazio di lettura critica e sensibile, in cui il paesaggio possa tornare a essere un luogo di relazione, di memoria e di possibilità interpretative plurali. «Restare marginali è infatti una scelta complessa che attraversa anche le zone d’ombra; è una possibilità tra le tante e una decisione che deve essere rinegoziata costantemente in un’area, quella in cui operiamo, dove le mancanze sono molte. Farlo implica sollevare interrogativi e procedere per tentativi che provano ad attivare, nella pratica quotidiana, una prospettiva ribaltata» (Paolo Mele, manager culturale, e Claudio Zecchi, curatore indipendente).

KORA porta l’arte contemporanea nella Grecìa Salentina

Nel cuore della cosiddetta Grecìa Salentina, tra le mura storiche del Palazzo Baronale de Gualtieriis, KORA – Centro del Contemporaneo inaugura il 30 maggio 2026 la prima mostra interamente dedicata alla collezione del Museo Pubblico del Contemporaneo. Il progetto segna una nuova fase per il centro nato a Castrignano de’ Greci, restituendo al pubblico un percorso costruito negli anni attraverso la ricerca artistica, le residenze, le pratiche partecipative e le riflessioni sul paesaggio contemporaneo. KORA si configura come un archivio vivo, condiviso e in continua evoluzione, capace di trasformare il territorio in uno spazio aperto di memoria, ricerca, sperimentazione e confronto, riunendo opere di oltre dieci artisti italiani e internazionali. 

Nato nel 2022, il Museo Pubblico del Contemporaneo rappresenta uno dei nuclei centrali della ricerca sviluppata da KORA. La sua identità si è definita attraverso un dialogo costante con il territorio della Grecìa Salentina e con la Biblioteca del centro, intrecciando pratiche artistiche, ricerca e riflessione critica. Il museo esplora i linguaggi del presente attraverso temi che attraversano il dibattito contemporaneo: le geografie del margine, le forme dell’abitare, i confini culturali e il Mediterraneo inteso come spazio di scambio, tensione e trasformazione.


Sistema di relazioni tra opere, materiali e visioni 

L’allestimento si fonda su un dispositivo narrativo che richiama la celebre osservazione di Jean-Luc Godard, secondo cui ogni racconto ha un inizio, un centro e una fine, ma non necessariamente in quest’ordine. Le opere riunite restituiscono la molteplicità di sguardi che hanno attraversato KORA negli ultimi anni, tra arti visive, cinema, sperimentazioni sonore e pratiche collettive. QUI.Kora si presenta come una sintesi aperta di questo percorso. Il titolo si ispira a Here di Richard McGuire, celebre fumetto costruito sulla coesistenza di temporalità differenti all’interno di un unico punto di vista.

Anche la mostra si sviluppa come una trama fatta di sovrapposizioni, frammenti e discontinuità, che evita una narrazione lineare per costruire un sistema di relazioni tra opere, materiali e visioni. Il visitatore è così chiamato a partecipare a una costruzione narrativa continua, fatta di connessioni da ricomporre, memorie da rileggere e relazioni che si ridefiniscono nel tempo. Il dispositivo espositivo rinuncia a ogni ordine cronologico: le opere dialogano per accostamenti inattesi, talvolta dissonanti, dando vita a un ritmo mobile in cui ciascun lavoro conserva la propria autonomia pur entrando in tensione con gli altri.

Pratiche artistiche e territori in trasformazione

All’interno di un presente segnato dalla sovrapproduzione di immagini e narrazioni, QUI.Kora prova a ridefinire lo spazio dell’attenzione, lavorando sul dubbio, sulla lentezza e sulla possibilità di sostare dentro le immagini e le storie, aprendo nuove prospettive di lettura del territorio e delle sue trasformazioni. Molti dei lavori presentati nascono da residenze artistiche, da momenti di confronto con le comunità locali e da processi di scambio sviluppati nel corso degli anni da KORA. Le opere mantengono un legame diretto con i luoghi da cui prendono forma, pur assumendo una dimensione più ampia, che riflette su periferie culturali, paesaggi marginali e Sud contemporanei.

Il percorso espositivo riunisce i lavori di Benni Bosetto, Giuseppe De Mattia, Gaia di Lorenzo, Bekhbaatar Enkhtur, Flatform, Giulia Mangoni, Martina Melilli, Matteo Pizzolante, Theodoulos Polyviou con Alfatih, Luigi Presicce, Jacopo Rinaldi e Driant Zeneli, insieme ai progetti Ogni Altro Suono e Kora_Extended.