Roma Continua, il progetto che ripensa Roma come un sistema urbano vivente

Firmato OMA e IT'S, il programma propone una visione della città come un ecosistema urbano integrando infrastrutture, ambiente e società attraverso interventi graduali mirati

Il progetto, elaborato dal gruppo guidato da OMA e IT’S, si è aggiudicato la vittoria del concorso internazionale di idee A Vision for Rome, immaginando la capitale non come un organismo da correggere o “riparare”, ma come un ecosistema vivo, in continua trasformazione.

Il concorso, promosso dalla Fondazione Roma REgeneration, nasce dal desiderio di raccogliere sguardi diversi capaci di ripensare il futuro della capitale attraverso le lenti della sostenibilità e dell’innovazione urbana. Ma Roma, più di ogni altra città, resiste a qualsiasi semplificazione: la sua storia non è mai rimasta davvero sepolta, e continua a emergere, stratificarsi, condizionare ogni nuovo intervento sul tessuto urbano. È proprio dentro questa complessità che si inserisce Roma Continua, un’idea che non tenta di risolvere le contraddizioni della città, né di aggirarle. Al contrario, le accoglie, scegliendo di raccontare Roma per ciò che è: una realtà difficile da contenere in una definizione unica, e proprio per questo continuamente aperta, viva.

© IT’S, OMA, OKRA, NET Engineering e LGSMA

Roma quindi non può più essere letta come la semplice somma di quartieri o come un centro circondato da periferie, ma come un unico tessuto urbano, in cui le dimensioni ambientali, infrastrutturali, economiche e sociali sono profondamente intrecciate e vanno considerate nel loro insieme. In questa prospettiva, Roma Continua – sviluppato insieme a OKRA, NET Engineering, Open Impact e Artelia Italia – insiste proprio su questa interdipendenza, proponendo una struttura urbana in grado di leggerla e, al tempo stesso, di generare interventi capaci di operare simultaneamente su più livelli. Questo significa abbandonare l’idea tradizionale di crescita urbana, basata solo sull’espansione della città, per concentrarsi invece sul miglioramento della coerenza tra le parti già esistenti.

In questo contesto, la proposta si sviluppa attraverso la creazione di cinque corridoi verdi lungo il Tevere, pensati come infrastrutture ecologiche, strumenti di rigenerazione urbana e percorsi per la mobilità lenta. La loro continuità fisica e funzionale favorisce una maggiore connessione tra aree diverse, ridistribuendo il turismo oltre il centro storico, alleviando così la pressione da zone già sovraccariche e ampliando la geografia dell’esperienza culturale. In ambito culturale, lungo ciascun corridoio si troveranno cinque dispositivi di conoscenza, i Fori dell’Innovazione; spazi pensati per ospitare residenze, programmi culturali ed educativi e che favoriranno l’inizio di collaborazioni tra startup, università e imprese.

In questa prospettiva, Roma Continua non si limita a proporre un’immagine futura della città, ma costruisce le condizioni per avviarne il cambiamento già nel presente. La sua forza sta proprio nella possibilità di tenere insieme azione immediata e visione di lungo periodo: intervenire sull’esistente senza negarlo, ma anzi valorizzandolo come parte attiva di una trasformazione continua.