La Shavin House, firmata Frank Lloyd Wright, cerca un nuovo proprietario

In vendita da Sotheby's per 1,6 milioni di dollari, la residenza è un esempio di casa "usoniana", in cui natura, luce e spazio si fondono secondo la visione organica di Wright

Arroccata sulla sommità di Missionary Ridge, con una vista che si apre sul fiume Tennessee e sul profilo del Lookout Mountain, la Shavin House, unica opera firmata da Frank Lloyd Wright nello Stato, rappresenta una delle testimonianze più preziose della sua filosofia architettonica. Rimasta per settant’anni nelle mani della stessa famiglia, la casa si apre ora a una nuova fase della sua storia: Alliance Sotheby’s International Realty l’ha infatti proposta sul mercato internazionale con una richiesta di 1,6 milioni di dollari.

A rendere ancora più speciale la struttura è la storia che ne ha accompagnato la nascita. Nel 1948 Seamour e Gerte Shavin cercavano un architetto capace di progettare una casa moderna, prendendo come riferimento l’abitazione realizzata per un loro familiare da un allievo di Wright. Non immaginavano che sarebbe stato lo stesso maestro a raccogliere la richiesta e a seguire personalmente il progetto fino alla sua conclusione quattro anni dopo.

La struttura racconta una fase fondamentale della ricerca progettuale di Wright, orientata a costruire un dialogo armonioso tra l’uomo, lo spazio domestico e il paesaggio circostante. È la filosofia che anima le celebri “case usoniane”, sviluppate tra la fine degli anni Trenta e gli anni Cinquanta come modello di residenza moderna, funzionale ed economicamente accessibile, pensata per integrarsi con la natura anziché imporsi su di essa. La struttura racchiude molti dei principi che definiscono questa visione. Distribuita interamente su un unico livello, presenta corridoi raccolti e rivestiti in legno accompagnano verso ambienti più ampi e inondati di luce, creando una sequenza di spazi che alterna intimità e apertura. La luce naturale diventa un attore principale nell’architettura: le finestre alte e strette, collocate sopra la linea dello sguardo, illuminano gli interni senza rinunciare alla privacy, rafforzando il legame visivo con il paesaggio.

Anche la scelta dei materiali riflette la concezione organica di Frank Lloyd Wright. Pur senza aver mai visitato il sito destinato alla costruzione, l’architetto selezionò elementi profondamente radicati nel contesto locale, come la crab orchard stone, una pietra naturale che richiama le stratificazioni della roccia e il cipresso della Louisiana. A definire l’identità della casa contribuiscono inoltre alcuni tratti distintivi del suo linguaggio progettuale: l’ingresso volutamente discreto, gli arredi fissi concepiti come parte integrante dell’architettura e il grande camino in pietra, fulcro della zona giorno.

Proprio la coerenza di questa visione progettuale ha contribuito a fare della Shavin House un punto di riferimento dell’architettura moderna americana. Nel 1993 la residenza è stata inserita nel National Register of Historic Places e, due anni più tardi, è diventata l’unica proprietà di Chattanooga a ottenere il riconoscimento di monumento storico locale. Oggi, con il suo debutto sul mercato internazionale, si apre una nuova fase nella storia di un’abitazione che continua a incarnare uno degli esempi più autentici della filosofia architettonica di Wright.