Roma guarda Beirut: al Cinema Barberini arriva il Festival del Cinema Libanese

Dal 27 al 29 maggio il cinema ospita la prima edizione romana del festival che esplora la pellicola contemporanea del Libano

Promossa dall’Istituto Culturale Italo Libanese (ICIL) e organizzata dall’associazione Cinema Senza Frontiere con il sostegno dell’Ambasciata del Libano in Italia e della Med-Or Italian Foundation, la manifestazione porta nella capitale una selezione di opere che attraversano temi politici, sociali e personali, offrendo uno sguardo lontano dagli stereotipi sul Medio Oriente.

Tema di questa edizione è “Libano Plurale”, una definizione che restituisce la complessità culturale di un Paese da sempre crocevia di lingue, religioni e appartenenze. Attraverso documentari e lungometraggi, il festival costruisce un racconto stratificato del presente libanese, sospeso tra fragilità e resistenza. Tra i film in programma figurano A Sad and Beautiful World di Cyril Aris, presentato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia, Dirty, Difficult, Dangerous di Wissam Charaf, Arzé di Mira Shaib e Do You Love Me di Lana Daher, omaggio visivo e poetico alla città di Beirut. Opere differenti per linguaggio e sensibilità, ma accomunate dal tentativo di restituire la dimensione umana dietro la complessità geopolitica.

Accanto alle proiezioni sono previsti incontri con registi e protagonisti del settore cinematografico libanese, trasformando il festival in un’occasione di confronto diretto tra artisti e pubblico. Il cinema diventa così non solo strumento narrativo, ma spazio di relazione culturale e politica. In un tempo segnato da tensioni internazionali e nuove fratture mediterranee, la rassegna romana sceglie di partire dalle immagini per costruire ponti. Perché il cinema, prima ancora di raccontare un Paese, può diventare un modo per attraversarlo. Il festival assume così il valore di una piattaforma culturale capace di mettere in dialogo Roma e Beirut attraverso le immagini, le storie e le esperienze di una generazione di autori che utilizza il linguaggio cinematografico per interrogare il presente. Le opere selezionate affrontano temi come l’identità, la diaspora, la memoria collettiva, la precarietà sociale e il rapporto con lo spazio urbano, restituendo un ritratto del Libano contemporaneo lontano dalle semplificazioni mediatiche.

Qui il programma completo