Villa Medici immagina nuovi modi di abitare il paesaggio

Il Festival des Cabanes 2026 riunisce architetti, designer e scuole internazionali in un percorso tra riuso, sostenibilità e architetture sperimentali immerse nei giardini storici

Dal 5 giugno al 29 settembre 2026 il Festival des Cabanes torna nei giardini di Villa Medici con un percorso che intreccia architettura sperimentale, design e riflessioni sul clima. Le installazioni disseminate nel parco del Pincio interpretano la “capanna” non come semplice rifugio, ma come spazio di ricerca sul rapporto tra paesaggio, sostenibilità e nuove forme dell’abitare.

Tra i progetti più significativi c’è Creetopia, nato dalla collaborazione tra Fondation Huttopia e Cree Outfitting and Tourism Association. Ideata nel 2019 da Camille Blanc e Julien Schurmann a partire dai saperi ancestrali della Nazione Cree nel nord del Québec, la struttura in tela e tronchi assume oggi anche il valore di testimonianza ambientale dopo i grandi incendi che nel 2023 hanno devastato la foresta boreale canadese.

Più legato al tema del clima urbano è Aquifère degli studi PRÌA e VELIA, installazione che utilizza travertino, terracotta e acqua per generare raffrescamento passivo senza energia meccanica. Pensato come prototipo replicabile, il progetto trasforma il giardino in uno spazio di sperimentazione sulle possibili strategie di adattamento alle ondate di calore.

Con Facciata, sviluppato dall’ECAL di Losanna insieme a Mutina e Ronan Bouroullec, l’architettura si riduce invece a una sola parete in ceramica: una superficie minimale che cambia con la luce e richiama il trompe-l’œil rinascimentale attraverso giochi ottici e variazioni cromatiche.

Il tema del riuso attraversa invece Reassembled Views, progetto nato con gli studenti della NABA di Roma, che trasforma i materiali della capanna 7L presentata nell’edizione 2025 in una serie di sedute disseminate nei giardini. A collegare le diverse installazioni torna infine Tutto Sesto, il sistema metallico progettato da Caterina e Marc Aurel che accompagna i visitatori lungo una passeggiata libera nel paesaggio storico di Villa Medici.

Più che una mostra all’aperto, il festival si conferma così come un osservatorio sulle trasformazioni dell’architettura contemporanea: leggera, temporanea e sempre più chiamata a confrontarsi con le questioni ambientali e sociali del presente.