Santander si prepara ad aggiungere un nuovo tassello alla propria geografia culturale. L’8 settembre 2026 aprirà al pubblico Faro Santander, il centro promosso dalla Fundación Banco Santander e progettato da David Chipperfield Architects all’interno dello storico Edificio Pereda, per quasi un secolo sede principale dell’istituto bancario. L’obiettivo è trasformare uno degli edifici più riconoscibili del fronte marittimo della città in un luogo aperto, nel quale arte, cultura, tecnologia e innovazione possano convivere. L’intervento arriva al termine di un lungo processo di trasformazione iniziato nel 2020. Il risultato è un complesso di circa 10mila metri quadrati di superficie utile, dei quali quasi 3mila destinati alle esposizioni. Il centro si sviluppa su dieci livelli e comprende cinque piani con gallerie e spazi aperti al pubblico, due livelli superiori occupati da caffetteria, ristorante e terrazza e tre piani interrati, dove trovano posto un auditorium polifunzionale e gli ambienti tecnici.
Il progetto rappresenta un nuovo capitolo nella storia di un edificio profondamente legato all’identità urbana di Santander. Le sue origini risalgono alla fine del Settecento; ricostruito nel 1880 dopo un incendio, l’immobile fu acquistato da Banco Santander nel 1919 e trasformato nella sede dell’istituto su progetto dell’architetto cantabrico Ricardo Bastida, con inaugurazione nel 1923. Più di trent’anni dopo il complesso venne ampliato dall’architetto Javier González de Riancho, che affiancò all’edificio esistente un secondo volume gemello. È proprio a quell’ampliamento che si deve uno degli elementi più caratteristici del complesso: il grande arco monumentale che unisce le due parti dell’edificio e che, dalla sua inaugurazione nel 1963, è diventato un segno familiare del Paseo de Pereda. Chipperfield sceglie di non cancellarne la presenza ma, al contrario, di trasformarlo nel fulcro del nuovo sistema di circolazione pubblica. Una porzione dell’apertura superiore viene chiusa con una superficie vetrata, conservando la leggibilità della sagoma e rendendo allo stesso tempo visibile dall’esterno la nuova vita dell’edificio.
L’operazione rispecchia un approccio ricorrente nel lavoro dell’architetto britannico, Premio Pritzker 2023: intervenire sul patrimonio esistente senza ridurlo a semplice fondale storico. È una strategia sperimentata in numerosi progetti culturali internazionali, dal Neues Museum di Berlino alla Kunsthaus Zürich, fino alle Procuratie Vecchie di Venezia. A Santander, il rapporto tra conservazione e trasformazione passa anche attraverso la scelta dei materiali, studiati per creare continuità fra le parti storiche e i nuovi interventi. Al centro del programma culturale ci sarà la Collezione Banco Santander, composta da oltre mille opere, alla quale si affiancheranno mostre temporanee, progetti dedicati alla sperimentazione artistica e spazi nei quali la tecnologia avrà un ruolo centrale. Il progetto comprende inoltre aree dedicate alla mediazione e alla partecipazione dei visitatori, oltre a servizi pensati per prolungare la permanenza nel centro anche oltre la visita alle esposizioni. Particolarmente significativa è la terrazza pubblica sulla sommità dell’edificio, con vista sulla baia di Santander. Più che un elemento accessorio, rappresenta uno dei dispositivi attraverso cui il progetto cerca di riconnettere il monumentale edificio del Paseo de Pereda al paesaggio urbano e marittimo che lo circonda. L’apertura di Faro Santander rafforza inoltre una trasformazione culturale già evidente sul waterfront cittadino. A poca distanza sorge infatti il Centro Botín, progettato da Renzo Piano e affacciato sui Jardines de Pereda: un edificio sospeso su pilastri, concepito per mantenere la permeabilità visiva e fisica tra città, giardini e mare. Con l’arrivo del centro di Chipperfield, Santander riunisce così nello stesso tratto urbano gli interventi di due vincitori del Premio Pritzker, seppure attraverso strategie architettoniche molto diverse.



