Progettato dallo studio danese Dorte Mandrup, The Whale, il nuovo centro culturale e scientifico in costruzione ad Andenes, prende forma lungo una costa battuta dal vento, circa 300 chilometri a nord del Circolo Polare Artico, modellandosi come una prosecuzione artificiale della topografia naturale. Il progetto, la cui apertura è prevista nel giugno 2027, nasce da un concorso internazionale del 2019, vinto da Dorte Mandrup davanti a studi di primo piano come Snøhetta, BIG e Reiulf Ramstad. La proposta vincitrice evita deliberatamente l’idea di un edificio-monumento tradizionale: The Whale appare piuttosto come una collina bassa e rocciosa, una superficie curva che sembra sollevarsi dal terreno per poi tornare a confondersi con esso.

Dove le balene arrivano alla costa
Andenes si trova infatti nelle vicinanze di Bleiksdjupa, un profondo canyon sottomarino che contribuisce a portare la vita marina insolitamente vicino alla terraferma. È una delle ragioni per cui l’area delle Vesterålen è diventata una destinazione privilegiata per l’osservazione dei cetacei. In queste acque possono essere osservate diverse specie, dai capodogli alle orche, dalle megattere alle balenottere comuni. La presenza dei cetacei non costituisce quindi semplicemente il tema scelto per un nuovo museo: è la condizione geografica e ambientale dalla quale nasce l’intero progetto. The Whale vuole trasformare questa peculiarità in un’esperienza culturale permanente, costruendo un luogo nel quale scienza, arte, architettura e natura possano convergere. Il centro si presenta infatti come qualcosa di più ibrido rispetto a un museo naturalistico convenzionale: il progetto ufficiale lo descrive come un centro dedicato alle balene, all’oceano e agli ecosistemi dai quali dipendono.

Se all’esterno The Whale tende quasi a dissolversi nella costa, all’interno il rapporto con il paesaggio rimane protagonista. Sotto la grande volta si apre uno spazio di circa 4.500 metri quadrati, caratterizzato da un ampio ambiente privo di colonne e da grandi superfici vetrate rivolte verso l’oceano. Il programma comprende aree espositive, spazi per i visitatori, uffici, una caffetteria e uno shop. Il budget indicato per il progetto è di circa 33,5 milioni di euro. Il centro non racconterà soltanto le diverse specie di cetacei. L’obiettivo è più ampio: spiegare il loro comportamento, le migrazioni, i sistemi di comunicazione, il rapporto con gli ecosistemi marini e, inevitabilmente, quello con l’essere umano. Per farlo, il percorso unirà conoscenza scientifica, installazioni, suono, narrazione e arte. Il progetto espositivo è sviluppato insieme a Ralph Appelbaum Associates, studio internazionale specializzato nella progettazione di musei ed esperienze culturali. Il risultato punta a collocarsi deliberatamente a metà strada tra museo di storia naturale, museo d’arte e centro dedicato alla natura.

Anche il paesaggio circostante partecipa all’esperienza. Il progetto sviluppato da Marianne Levinsen Landscape prevede percorsi in pietra, aree di sosta e una pozza influenzata dalle maree, elementi attraverso i quali osservare più direttamente l’incontro tra terra e acqua. È un’estensione coerente della filosofia generale di The Whale: il visitatore non viene invitato semplicemente a entrare in un edificio per conoscere l’oceano attraverso reperti e contenuti multimediali. Deve continuare a percepire il vento, il mare, le rocce e la linea dell’orizzonte. Persino il contesto costruito rimane leggibile. Le immagini recenti del cantiere mostrano il nuovo volume inserirsi in un paesaggio costiero già abitato, accanto alle case di Andenes e allo storico faro, mantenendo un profilo deliberatamente basso.


