L’Opificio Italiacamp: il nuovo spazio culturale simbolo della riqualificazione del quartiere Marconi

L'edificio, sede dell'ex-marmificio Medici, si inserisce nel progetto di rigenerazione del quadrante Marconi

A poco più di un anno dalla sua apertura, la struttura è diventata una dei tasselli più riconoscibili del processo di trasformazione che sta interessando il quadrante Marconi. Nata negli spazi dell’ex marmificio Medici di via Luigi Pierantoni, il centro culturale ha restituito nuova vita a uno dei luoghi storici della manifattura romana, rimasto chiuso dopo la fine delle attività nel 2022.

Il recupero dell’area, affidato allo studio dell’architetto Carlo Lococo, ha interessato circa duemila metri quadrati, di cui oltre 800 all’aperto, attraverso un intervento di rigenerazione urbana dal valore di 5 milioni di euro. Dove un tempo si lavorava il marmo destinato ad alcune delle più importanti architetture religiose e monumentali del mondo – tra cui la pavimentazione della Basilica di San Pietro, del Getty Museum e della Cattedrale di Westminster a Londra -, oggi trovano spazio attività culturali, incontri, percorsi formativi ed eventi aperti ai cittadini. L’intervento di riqualificazione, sviluppato nell’arco di circa due anni, ha seguito un approccio volutamente conservativo: piuttosto che cancellare il passato industriale dell’edificio, il progetto ha scelto di integrarlo nella nuova identità dello spazio, preservando materiali, superfici e testimonianze rimaste all’interno dell’antico laboratorio. Una scelta che ha contribuito a ridefinire il valore del complesso, oggi stimato intorno ai 7 milioni di euro.

Tra gli elementi recuperati figurano una lastra settecentesca con lo stemma di Clemente XII – il cui rifacimento realizzato dalla ditta Medici è ancora collocato all’ingresso della Basilica di San Giovanni in Laterano – e un raro tavolo in marmo africano proveniente da una cava ormai esaurita. Accanto al restauro, il progetto si è concentrato sull’utilizzo dei materiali già presenti nell’area: blocchi monolitici, frammenti e lastre di marmo conservati nel giardino dello stabilimento sono stati trasformati nelle nuove pavimentazioni degli ambienti interni. “L’idea era quella di non disperdere nulla di ciò che apparteneva alla storia del luogo – ha spiegato Carlo Lococo all’inaugurazione del progetto – Ogni elemento è stato recuperato e reinterpretato, cercando un equilibrio tra memoria, sostenibilità e innovazione”.

L’Opificio Italiacamp si inserisce all’interno del più ampio percorso di rinnovamento urbano che negli ultimi anni ha interessato Marconi e l’area Ostiense. Un cambiamento iniziato con la valorizzazione del Teatro India e proseguito con il Parco Tevere Marconi, a cui si aggiungono il recupero degli ex magazzini dell’Aeronautica Militare – destinati a ospitare la nuova sede dell’Archivio di Stato – e gli interventi sugli ultimi edifici dismessi dell’ex Mira Lanza affidati all’Università degli Studi Roma Tre. Oggi lo spazio ospita rassegne artistiche, incontri pubblici, laboratori, mostre, attività formative e iniziative dedicate ai temi della sostenibilità, dell’innovazione e dell’impatto sociale, consolidando il proprio ruolo come nuovo presidio culturale della città.

Lo spazio sarà inoltre tra i protagonisti di Open House Roma, la manifestazione annuale che apre gratuitamente al pubblico edifici storici e luoghi normalmente non accessibili, con l’obiettivo di raccontare il patrimonio architettonico e urbano della Capitale attraverso visite, itinerari ed eventi diffusi.