In una comunicazione diffusa il 16 maggio, il comune di Cracovia ha reso nota la decisione del sindaco di rimuovere Adam Budak dall’incarico di direttore del Museo di Arte Contemporanea di Cracovia (MOCAK). Una decisione motivata – secondo quanto scritto – da una “gestione inadeguata dei compiti legati all’organizzazione interna e alla gestione personale”.
Secondo quanto ricostruito dal portale polacco Onet, la decisione arriva dopo un’indagine interna condotta dall’amministrazione cittadina, aperta in seguito ad una segnalazione firmata da 37 dipendenti dell’istituzione. L’ex direttore, dal canto suo, ha respinto pubblicamente l’interpretazione dell’amministrazione, sostenendo che la rimozione non avrebbe una base giuridica solida e che sarebbe stata decisa in tempi eccessivamente rapidi. Nella sua dichiarazione ha anche fatto sapere di valutare un ricorso, pur lasciando aperta la possibilità di un confronto con il sindaco.

Figura ben nota nel panorama curatoriale europeo, Adam Budak ha collaborato con numerosi artisti e istituzioni internazionali. La sua traiettoria curatoriale si è intrecciata soprattutto con l’arte contemporanea, ambito in cui ha progressivamente consolidato un interesse specifico per le pratiche installative e per i linguaggi interdisciplinari. Nei suoi progetti ricorre spesso l’idea di dialogo tra forme espressive diverse e l’instaurazione di un rapporto tra opera e spazio, inteso come parte attiva del significato. È un approccio che lo ha portato a costruire programmi e mostre in cui le relazioni tra media, contesto e pubblico diventano centrali, aprendo letture che vanno oltre la semplice esposizione delle opere.

La sua rimozione ha rapidamente generato delle forti reazioni nel mondo dell’arte. Tra le prime prese di posizione c’è quella dell’artista e curatore Robert Knoke, che ha chiesto una revisione del provvedimento e proposto un percorso di mediazione tra le parti. A questa si è aggiunta l’iniziativa dell’artista Paulina Ołowska, che ha aperto una petizione per sollecitare una revisione della decisione. Altri artisti internazionali, tra cui compaiono Monika Drożyńska, Wilhelm Sasnal, Katarzyna Krakowiak-Bałka e Gabrielle Goliath, avrebbero scelto – in segno di solidarietà nei confronti di Budak – di ritirare la propria partecipazione al programma del MOCAK previsto per il 2027.



