Basata a Parigi, Alix Lacloche è una cuoca e scenografa culinaria il cui universo è tanto colorato quanto le sue creazioni, che spaziano dai pastelli a olio alle posate di zucchero, e a tutto ciò che sta nel mezzo. La sua pratica si colloca all’incrocio tra cibo, scenografia e coreografia emotiva: non si tratta tanto di nutrire gli ospiti quanto di progettare il modo in cui l’esperienza del mangiare insieme viene vissuta. Nella sua visione artistica, il cibo è prima di tutto scenografia, come una vera e propria scena teatrale.
Alix Lacloche si è formata in alcune delle cucine più esigenti di Francia, tra cui l’Arpège di Alain Passard e l’atelier di pasticceria di Pierre Hermé, prima di sviluppare una propria pratica a Parigi nel 2012. Da una carriera iniziale nel catering di alta gamma, il suo lavoro si è progressivamente spostato verso un territorio più difficile da definire: eventi culinari immersivi per il mondo della moda e dell’arte, in cui il pasto non è mai soltanto un pasto. Brand come Jacquemus, Chanel, Louis Vuitton e Acne Studios si sono rivolti a lei proprio per questo: sviluppare dispositivi sensoriali attorno al gesto del mangiare. Per la sfilata menswear di Jacquemus nel 2019, ad esempio, ha ideato una colazione interamente composta da ceramiche trovate da setacci vintage per la farina. «A crumb tells a story», dichiarava allora.

Una visione della residenza ideale affacciata sul Mediterraneo
Che cosa succede quando un’artista francese decide che il mare è la sala da pranzo più interessante? Attraverso il progetto Residence Vue Mer a Marsiglia, l’esperienza trasforma il Mediterraneo stesso in parte integrante della tavola, con gli ospiti che sembrano cenare sospesi sull’acqua. In questo dispositivo ibrido tra performance, scenografia e gastronomia, il confine tra arte ed esperienza si dissolve, dando vita a un paesaggio sensoriale in cui il mare diventa scena e materia dell’evento. Dalla sua ricerca emerge un’immagine che circola dal sud della Francia: una fotografia ripresa dall’alto mostra sette persone in mute nere che galleggiano nel Mediterraneo aperto.
Banquet on the Sea assume i contorni di una scena cinematografica surreale più che di una cena tradizionale: tovaglie bianche che galleggiano, riflessi sospesi, orizzonti che si dissolvono e figure sospese tra mare e cielo. Calici di vino catturano la luce, mentre gli ospiti, riuniti attorno al pasto, contribuiscono a una dimensione teatrale e profondamente immersiva, in cui il Mediterraneo diventa uno spazio scenico sospeso tra realtà e immaginazione.

Alix Lacloche: «Una tavola colma di stoviglie sospese, come in levitazione»
«Our kind of lunch: una tavola colma di stoviglie sospese, come in levitazione. È un pranzo tra due calanchi, alle Goudes. È tutto. È abbastanza», descrive Alix Lacloche. Il progetto prosegue la sua ricerca attorno al dining rituale e alla messa in scena emotiva, in cui il pasto si trasforma in un ambiente teatrale più che in un semplice momento conviviale. Non si tratta di una chef in senso tradizionale: la sua pratica si colloca all’incrocio tra cucina, scenografia e coreografia emotiva.
Non è un rendering né una campagna moda, ma un’esperienza realmente accaduta al largo di Marsiglia — una delle immagini più strane e radicali emerse quest’anno dal mondo dell’arte e del design.


Nel progetto Banquet on the Sea, l’indagine raggiunge il suo punto più estremo: se il mare è da sempre l’orizzonte del desiderio, cosa accade quando diventa esso stesso la stanza? Il legame con il luogo non è casuale. Tuba Club è una delle realtà creative più silenziosamente radicali del sud della Francia: un ex club di immersione trasformato da Marion Mailaender in uno spazio in cui l’architettura e la prossimità al mare definiscono ogni esperienza. Il ristorante si affaccia direttamente sull’acqua, mentre Thomas Mailaender cura il programma di residenze artistiche. Un tempo luogo dedicato all’ingresso fisico nel mare, il Tuba Club conserva oggi questa memoria come base concettuale: un passato di immersione reale che diventa ora il fondamento immateriale di una nuova idea di convivialità.


