A Lugano la realtà sospesa di Ergin Çavuşoğlu

Da Estopia Art Gallery il nuovo progetto dell’artista turco-bulgaro riflette sul concetto di distanza attraverso immagini instabili e visioni sospese

Un’indagine sulla percezione, sullo spazio e sull’instabilità dell’immagine contemporanea. Dal 21 maggio al 27 giugno 2026 Estopia Art Gallery di Lugano ospita Proposition I: Distance, mostra personale di Ergin Çavuşoğlu che presenta un nuovo corpus di dipinti e rilievi anamorfici a intarsio, in dialogo con le riflessioni filosofiche di Ludwig Wittgenstein sul confine, il punto di vista e la costruzione della realtà. L’esposizione, inaugurata giovedì 21 maggio negli spazi della galleria in Corso Elvezia 3, rappresenta un nuovo capitolo nella ricerca dell’artista, da anni impegnato nell’esplorazione dei rapporti tra immagine, movimento e condizioni di liminalità. Il titolo stesso della mostra, Proposition I: Distance, richiama il concetto di “proposizione” elaborato da Wittgenstein: la realtà non come dato assoluto, ma come costruzione visiva e relazionale. Le opere in mostra sembrano infatti sottrarsi a una definizione stabile.

Figure, architetture e profondità emergono in una dimensione sospesa, quasi onirica, dove lo sguardo dello spettatore diventa elemento attivo della composizione. La pittura si trasforma così in un campo relazionale mutevole, nel quale la percezione non è mai definitiva ma continuamente soggetta a variazioni e slittamenti. Uno dei lavori simbolo dell’esposizione è I am Filming You Photographing Me (2026), opera che già nel titolo suggerisce un gioco di rimandi e osservazioni reciproche. Attraverso immagini stratificate e superfici che sembrano dissolversi, Çavuşoğlu costruisce una riflessione sul rapporto tra visione, memoria e rappresentazione. La mostra dialoga inoltre con l’interesse di Wittgenstein per la fotografia sfocata o composita, concepita non come cattura di un unico istante definitivo, ma come apertura a una pluralità di possibilità visive. Come sottolinea il testo curatoriale, la chiarezza non coincide con la nitidezza assoluta, bensì con la capacità dell’immagine di restare aperta, ambigua e attraversabile.

Conosciuto soprattutto per i suoi film narrativi e le installazioni immersive, Çavuşoğlu costruisce i dipinti di questa serie a partire da fotografie realizzate negli anni Novanta, durante una fase di passaggio dalla messa in scena teatrale all’osservazione di situazioni quotidiane e spazi liminali. Ne emerge un linguaggio sospeso tra il familiare e il perturbante, dove scene apparentemente ordinarie assumono una qualità psicologica e cinematografica. All’interno del percorso espositivo trova spazio anche un’opera di İsmet Çavuşoğlu, padre dell’artista. La sua presenza introduce una riflessione ulteriore sul rapporto tra vicinanza e distanza, tema centrale dell’intera mostra. La prossimità viene interpretata non soltanto come legame familiare o generazionale, ma come condizione emotiva, percettiva e filosofica. La distanza, in questo senso, non rappresenta separazione, ma uno spazio di risonanza e trasmissione.

Dal 21 maggio al 27 giugno 2026
Estopia Art Gallery, Lugano