Oggi, nelle sale della Galleria Borghese, si è tenuta una conferenza dedicata a una riflessione sul futuro del museo, occasione che è servita anche a chiarire ogni dubbio riguardo il dibattito nato attorno al progetto di ampliamento del complesso museale.
Nel corso dell’incontro, la Direttrice Francesca Cappelletti ha delineato la visione di una Galleria Borghese proiettata verso il futuro, capace di sviluppare nuove strategie per garantire una sostenibilità sempre più efficace, una maggiore accessibilità e una qualità della visita adeguata alle esigenze contemporanee, senza rinunciare alla propria identità. Un percorso che, nelle intenzioni dell’istituzione, punta a coniugare innovazione e tutela, preservando il valore storico, architettonico e artistico che rende la Galleria uno dei luoghi culturali più prestigiosi e riconoscibili a livello internazionale. Come ha spiegato la Direttrice: «Da anni il museo porta avanti un articolato programma di interventi di tutela, studio, conservazione e valorizzazione, attivati anche grazie ai fondi del PNRR».

Ed è proprio all’interno di questa visione di responsabilità, tutela e apertura al futuro che si colloca lo studio preliminare avviato dalla Galleria Borghese per interrogarsi sulle necessità del museo contemporaneo e sulle possibili evoluzioni degli spazi destinati all’accoglienza e ai servizi. In questo contesto si inserisce anche la volontà di promuovere un concorso internazionale di idee, reso possibile dalla sponsorizzazione tecnica della società Proger, con l’obiettivo dichiarato di individuare soluzioni capaci di garantire una fruizione più consapevole, accessibile e sostenibile di uno dei luoghi simbolo della Capitale.
È stato proprio questa proposta di concorso a scatenare la discussione che ha animato queste due ultime settimane. Le polemiche sono esplose dopo la pubblicazione di un articolo di Repubblica, che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica i dettagli dell’iniziativa, sollevando interrogativi sull’impatto che un intervento contemporaneo potrebbe avere sul delicato equilibrio storico, artistico e ambientale di Villa Borghese. Tra le varie associazioni opposte al progetto, Italia Nostra e Associazione Bianchi Bandinelli hanno parlato apertamente di una possibile “mercificazione” del patrimonio culturale, accusando le istituzioni di privilegiare una crescita quantitativa del turismo rispetto alla tutela dell’identità storica dei luoghi. A fronte delle polemiche, Cappelletti ha smentito l’esistenza di un progetto già definito. «Ancora non c’è nessun progetto». Ha continuato poi spiegando che il 18 novembre 2025 Galleria Borghese ha pubblicato un avviso per una sponsorizzazione tecnica, con l’obiettivo di avviare uno studio di fattibilità per un possibile futuro ampliamento.

A queste precisazioni si sono aggiunte anche le parole di Marco Lombardi, CEO di Proger, che ha chiarito lo stato dell’iter progettuale, sottolineando come ci si trovi ancora in una fase preliminare del concorso, articolato in due passaggi. «La prima fase sarà aperta a studi di architettura e ingegneria di tutto il mondo, che potranno presentare la propria candidatura», ha spiegato, «mentre nella seconda verranno selezionati cinque concorrenti, invitati a sviluppare le proposte progettuali».



