Sotheby’s, un Rothko da 85,8 milioni domina l’asta di New York

Parte della collezione del mercante d’arte Robert Mnuchin, l’opera ha ottenuto il titolo di secondo dipinto più costoso di Rothko mai venduto all’asta

Alla Sotheby’s di Madison Avenue, nel cuore della settimana più intensa del mercato dell’arte newyorkese, si è conclusa una delle vendite più attese della stagione. La serata, dedicata in gran parte alla collezione del mercante d’arte Robert Mnuchin, ha di nuovo visto Mark Rothko come protagonista assoluto dell’asta. Il dipinto del 1957 Brown and Blacks in Reds è stato venduto per 85,8 milioni di dollari, diventando la seconda cifra più alta mai raggiunta dall’artista in asta pubblica.

L’opera, già tra le più importanti della produzione Color Field di Rothko, è stata al centro di una competizione di mercato intensa, ma composta. Stimata tra 70 e 100 milioni di dollari, è stata aggiudicata a 74 milioni; cifra salita a 85,8 milioni una volta aggiunte le commissioni. Pur restando al di sotto del record assoluto dell’artista – pari a 86,9 milioni -, il dipinto si è imposto come uno dei lotti più significativi dell’anno. A rafforzarne il peso non è stata soltanto la qualità pittorica, ma la sua storia espositiva: passata dalla Sidney Janis Gallery, punto di riferimento per l’affermazione dell’espressionismo astratto, l’opera era poi entrata nella collezione della società newyorkese Seagram, prima di finire nelle mani di Mnuchin.

Mark Rothko, Brown and Blacks in Reds, 1957, Courtesy Sotheby’s

Dopo questo risultato elettrizzante, la collezione del mercante ha continuato a dominare la serata con vari lotti del dopoguerra americano ed europeo, tutti venduti senza esitazioni, confermando la solidità della domanda per i grandi nomi storicizzati come Willem de Kooning, Pablo Picasso e Franz Kline. Tra i risultati più rilevanti compare un secondo Rothko del 1949, aggiudicato per circa 20,8 milioni di dollari, che ha ribadito l’interesse costante per l’artista su periodi e formati differenti. Accanto a questo, un’opera di Lucio Fontana proveniente dalla collezione Gunzburg ha raggiunto circa 16,4 milioni.

La seconda parte della serata ha spostato il focus sul contemporaneo, con Jean-Michel Basquiat come protagonista principale. La sua grande tela Museum Security (Broadway Meltdown) del 1983 ha raggiunto 52,7 milioni di dollari, confermando il suo ruolo stabile tra gli artisti più forti del mercato globale. Anche in questo caso, però, l’andamento è stato lontano dalle dinamiche più concitate del passato: l’opera ha trovato acquirente dopo una competizione relativamente contenuta, segno di un mercato ancora vivace ma più selettivo. A seguito, lo spazio si è aperto a risultati sorprendenti nel segmento degli artisti emergenti, dove diverse opere hanno superato con decisione le stime iniziali. Lavori di Yu Nishimura e Ding Shilun hanno raggiunto valori vicini o superiori al milione e al mezzo milione di dollari, mentre artisti come Joseph Yaeger e Florian Krewer hanno segnato nuovi record personali, a conferma di una domanda per la fascia di opere “ultra-contemporary”.

Jean-Michel Basquiat, Museum Security (Broadway Meltdown), 1983, Courtesy Sotheby’s

Nel complesso, la serata ha restituito l’immagine di un mercato articolato su due livelli: da un lato i maestri del Novecento, ancora capaci di attrarre capitali rilevanti e grandi collezionisti; dall’altro un contemporaneo più instabile, dove solo alcuni nomi riescono a generare vera competizione. In questo equilibrio, il Rothko della collezione Mnuchin resta il riferimento più emblematico dell’intera asta, sintesi di una storia lunga e stratificata che attraversa decenni di mercato e continua a misurarne forza e limiti.