Per oltre un secolo, sulla Tour Eiffel, c’è stato spazio soltanto per gli uomini. Dal 1889 il celebre fregio dorato che corre sotto il primo piano della torre celebra infatti 72 scienziati, matematici e ingegneri scelti da Gustave Eiffel come simboli del progresso francese. Nessuna donna. In quell’elenco che avrebbe dovuto incarnare il trionfo della modernità e della conoscenza, metà della storia della scienza è rimasta invisibile. Ora Parigi prova a riscrivere quella memoria monumentale: altri 72 nomi, questa volta di scienziate, verranno aggiunti al monumento più iconico della Francia.
L’iniziativa è stata presentata dalla sindaca Anne Hidalgo insieme alla Société d’Exploitation de la Tour Eiffel e all’associazione Femmes & Sciences, che dal 2021 lavora al progetto con l’obiettivo di correggere una rimozione storica tanto evidente quanto sedimentata nel paesaggio simbolico europeo. La lista proposta comprende figure fondamentali della ricerca scientifica: da Marie Curie a Sophie Germain, da Rosalind Franklin a Irène Joliot-Curie, fino alla fisica e matematica Yvonne Choquet-Bruhat, scomparsa nel 2025. Accanto ai nomi più celebri compaiono anche studiose meno conosciute al grande pubblico ma decisive nello sviluppo della matematica, dell’astronomia, della medicina e dell’informatica contemporanea.
I nuovi nomi saranno collocati sopra il fregio storico esistente, mantenendone stile, caratteri e impianto grafico, in modo da instaurare una continuità visiva con l’intervento originario senza cancellarne la memoria. Prima dell’approvazione definitiva servirà però il via libera delle accademie scientifiche francesi e degli organismi di tutela del patrimonio, dal momento che la Tour Eiffel è un monumento storico vincolato. Secondo Le Monde, le incisioni potrebbero essere completate entro il 2027. L’operazione ha un forte valore simbolico ma anche politico. L’obiettivo dichiarato è contrastare quello che gli studi di genere definiscono “effetto Matilda”: la sistematica invisibilizzazione del contributo femminile nella storia della scienza, spesso attribuito a colleghi uomini o semplicemente espulso dal racconto ufficiale del progresso.
Non a caso la selezione delle 72 studiose attraversa quasi tre secoli e comprende discipline ancora oggi segnate da forti squilibri di rappresentanza, dalla matematica all’ingegneria, dalla fisica all’informatica. Più che un semplice aggiornamento decorativo, il progetto interviene quindi sul modo in cui lo spazio pubblico costruisce memoria, autorevolezza e appartenenza culturale. La Tour Eiffel, nata come manifesto dell’ingegneria moderna e della fiducia positivista nel progresso, diventa così anche un luogo di revisione critica della propria stessa eredità. Aggiungere questi nomi oggi significa riconoscere che l’assenza delle donne dalla narrazione monumentale della modernità non è stata neutrale, ma il risultato di una precisa costruzione culturale.



