In un contesto dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale fiorentino, è stata presentata la nuova identità visiva di GAMB – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello – sviluppata e firmata dallo studio Migliore+Servetto. Il progetto segna un nuovo passo nel ripensamento della comunicazione dei musei statali, attraverso un sistema visivo unitario, contemporaneo e diffuso nel tessuto urbano.
Alla presentazione sono intervenuti Andreina Contessa, insieme a Ico Migliore e Mara Servetto, fondatori dello studio, oltre a Sara Funaro, sindaca di Firenze, Cristina Manetti, assessora alla Cultura della Regione Toscana, e Alessio de Cristofaro, direttore dell’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP).Il progetto si inserisce in una costellazione di luoghi nel centro storico di Firenze. Al Museo del Bargello è stato inoltre inaugurato il cantiere live del restauro del basamento del Perseo di Benvenuto Cellini, aperto al pubblico a partire dal 12 maggio.

Un museo diffuso nel tessuto della città
GAMB riunisce alcune delle principali istituzioni culturali fiorentine: la Galleria dell’Accademia, il Museo Nazionale del Bargello, Orsanmichele, Casa Martelli, Palazzo Davanzati, le Cappelle Medicee e l’ex Chiesa di San Procolo. L’obiettivo è costruire una struttura coerente e riconoscibile, capace di unire luoghi diversi per storia, linguaggio architettonico e funzione all’interno di un’unica identità visiva e culturale. Il museo non è più un singolo edificio, ma una costellazione di sedi nel centro storico, letta come sistema urbano distribuito.
La città come mappa museale
Il progetto si fonda su un pittogramma concepito come mappa dinamica di Firenze. Dal centro si diramano sette percorsi che collegano le diverse sedi museali, trasformando la geografia urbana in una struttura narrativa. Il segno non definisce soltanto un’identità istituzionale, ma introduce un’idea di movimento e attraversamento. La città diventa parte integrante del sistema museale e il visitatore è invitato a viverla come un itinerario continuo tra luoghi, opere e storie. Come sottolinea Andreina Contessa, la nuova identità visiva rappresenta «uno strumento fondamentale per rendere riconoscibile e coerente un sistema museale complesso e diffuso, capace di restituire unità a una pluralità di sedi e di storie e di consolidarne il dialogo con la città e con i diversi pubblici».
Una palette cromatica nel territorio
Il sistema cromatico tra un linguaggio visivo radicato e assegna a ogni sede un colore ispirato alla storia e al patrimonio artistico e architettonico della città: Blu Cobalto per Accademia e Bargello, Verde Smeraldo per Palazzo Davanzati, Rosso Borgogna per Casa Martelli, Oro per Orsanmichele, Grigio Pietra Serena per le Cappelle Medicee, Porpora per l’ex Chiesa di San Procolo. Ogni tonalità diventa un codice di riconoscimento e orientamento, capace di costruire un sistema visivo unitario ma differenziato. Ogni colore si trasforma così in un segno di appartenenza e riconoscibilità all’interno del sistema.
Un’identità tra design e narrazione
Il logotipo utilizza il carattere Divenire (Cast Type Foundry), scelto per la sua natura irregolare e organica. Le forme evocano percorsi non lineari e connessioni imperfette e traiettorie urbane, riflettendo la struttura stessa del sistema museale. Per Migliore+Servetto, l’identità non è solo un segno grafico, ma un dispositivo culturale capace di costruire relazioni tra spazio, memoria e percezione. Il progetto si muove così tra design, cartografia e narrazione culturale.

GAMB propone infine un modello di museo diffuso come esperienza in cui le istituzioni non sono contenitori isolati, ma nodi di una rete culturale. L’identità visiva diventa allora uno strumento di lettura della città, trasformando Firenze in un museo esteso e attraversabile. Il progetto definisce così una nuova forma di esperienza culturale, in cui il design non rappresenta soltanto, ma costruisce connessioni, percorsi e possibilità di scoperta.


