A un anno dalla scomparsa di Koyo Kouoh, figura centrale della scena artistica internazionale e curatrice della Biennale Arte 2026, nasce a Basilea la Koyo Kouoh Foundation, istituzione dedicata alla tutela e allo sviluppo della sua eredità culturale e intellettuale. L’annuncio è arrivato durante le giornate di pre-apertura della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, dove Kouoh stava lavorando al progetto espositivo In Minor Keys prima della sua improvvisa morte.
Una piattaforma internazionale per ricerca e cultura
La nuova fondazione avrà sede nella città svizzera in cui Kouoh aveva vissuto parte della sua vita e si propone di continuare il suo impegno a favore delle pratiche artistiche contemporanee, con particolare attenzione alle realtà africane e ai contesti storicamente marginalizzati.

Secondo il manifesto pubblicato online, l’obiettivo non è quello di trasformare la figura della curatrice in un simbolo statico, ma di mantenere vivo il suo approccio critico e operativo. La fondazione lavorerà come spazio di sostegno economico, produzione culturale, ricerca e formazione, sostenendo sia organizzazioni emergenti sia istituzioni già consolidate. Tra i progetti che riceveranno supporto figura anche la RAW Material Company di Dakar, il centro d’arte e ricerca fondato da Kouoh nel 2008 e diventato nel tempo uno dei principali punti di riferimento indipendenti per l’arte contemporanea africana.
In arrivo anche un premio internazionale
Tra le iniziative annunciate c’è la creazione del Koyo Kouoh Prize, riconoscimento destinato ad artisti, curatori, studiosi e operatori culturali impegnati in pratiche legate al pensiero critico, alla trasformazione sociale e alla costruzione di nuove visioni culturali. La fondazione lavorerà anche alla realizzazione di una sede permanente per la Koyo Kouoh Collection, un archivio dedicato a opere, documenti, materiali di ricerca e contributi culturali collegati alla sua attività curatoriale.
Una figura chiave dell’arte contemporanea
Alla guida della nuova istituzione ci sarà il musicista e compositore Philippe Mall, compagno di Kouoh per molti anni. Nel consiglio direttivo entreranno personalità di primo piano del mondo artistico internazionale, tra cui Alfredo Jaar, Adrienne Edwards del Whitney Museum di New York, Kate Fowle della Hearthland Foundation e Josef Helfenstein, ex direttore del Kunstmuseum Basel.
Nel corso della sua carriera, Koyo Kouoh aveva assunto un ruolo di primo piano nel panorama curatoriale globale. Oltre alla direzione dello Zeitz MOCAA di Città del Capo, aveva collaborato con Documenta e curato importanti esposizioni internazionali, tra cui When We See Us: A Century of Black Figuration in Painting, considerata una delle mostre più influenti degli ultimi anni.
Per Kouoh, la curatela era soprattutto un lavoro collettivo e concreto. In una delle sue ultime testimonianze pubbliche definiva l’organizzazione di una mostra come “un viaggio condiviso”, in cui ricerca e teoria rappresentano solo una parte del processo, mentre il resto è costruzione quotidiana, coordinamento e relazione umana.



