È Dian Suci la vincitrice della decima edizione del Max Mara Art Prize for Women, il riconoscimento internazionale dedicato alle artiste emergenti e mid-career che, dal 2005, sostiene la produzione di nuovi progetti attraverso un programma di residenza in Italia. L’annuncio è stato dato a Venezia, in concomitanza con l’apertura della 61ª Biennale, alla presenza della curatrice Cecilia Alemani, presidente della giuria del premio. Nel motivare la scelta della vincitrice, Alemani ha sottolineato la capacità dell’artista di trasformare “la dimensione quotidiana e domestica in uno spazio di resistenza politica”, evidenziando come il lavoro di Dian Suci riesca a intrecciare memoria, ritualità e critica sociale attraverso una ricerca profondamente radicata nell’esperienza personale e collettiva.


Nata nel 1985 a Kebumen e attiva a Yogyakarta, Suci sviluppa una pratica multidisciplinare che intreccia installazione, pittura, scultura e video. Le sue opere affrontano temi legati alla condizione femminile, alla domesticità, ai sistemi patriarcali e alle forme di oppressione generate dal capitalismo e dall’autoritarismo contemporaneo. La giuria ha premiato il progetto Crafting Spirit: Cultural Dialogues in Heritage and Practice, una ricerca che mette in dialogo le tradizioni artigianali religiose italiane e indonesiane, interrogandosi sul rapporto tra spiritualità, lavoro manuale e mercificazione della fede.


Grazie al premio, l’artista intraprenderà una residenza itinerante di sei mesi in Italia organizzata da Collezione Maramotti. Il percorso toccherà diverse città e luoghi simbolici – tra cui Assisi, Roma, Lecce e Firenze – dove Suci approfondirà pratiche legate all’artigianato devozionale, alla liturgia cattolica, alla lavorazione della cartapesta e alle antiche tecniche di tessitura e tempera all’uovo. Il progetto culminerà nel 2027 in una doppia mostra personale: la prima al Museum MACAN di Jakarta, partner della nuova edizione del premio, e successivamente alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, che acquisirà le opere realizzate durante la residenza. Questa decima edizione segna inoltre una svolta nella storia del premio: dopo vent’anni di collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra e un focus sulle artiste britanniche, il Max Mara Art Prize for Women assume ora una dimensione internazionale e itinerante.


