KID A MNESIA, un incubo post-industriale firmato Radiohead

Al Brooklyn Navy Yard i Radiohead propongono un viaggio immersivo attraverso l'album che ha segnato la storia della band

Di notte, il Brooklyn Navy Yard a New York assume l’aspetto di un paesaggio sospeso tra archeologia industriale e fantascienza. I vecchi capannoni giganteschi vibrano di rumori metallici, le rotaie arrugginite affiorano dal terreno sconnesso e i corridoi tra gli edifici sembrano condurre in un territorio fuori dal tempo. È un luogo che mette a disagio e affascina allo stesso tempo, ed è probabilmente proprio per questo che i Radiohead lo hanno scelto come casa temporanea della loro nuova esperienza immersiva.

Fino al 28 giugno, la band presenta qui Motion Picture House KID A MNESIA, un progetto che unisce installazione artistica, cinema sperimentale e mostra audiovisiva. Raggiungere lo spazio dell’evento significa attraversare per alcuni minuti una parte remota del complesso, tra tubature monumentali e strade deserte, come se il percorso stesso facesse parte dell’opera. L’esperienza prende avvio con una sezione espositiva dedicata all’universo visivo di KID A MNESIA, gli album pubblicati tra il 2000 e il 2001 che cambiarono radicalmente la traiettoria dei Radiohead, allontanandoli dal rock alternativo convenzionale per proiettarli verso territori sonori inquieti e visionari. Lo spazio è quasi completamente buio e privo di spiegazioni: niente pannelli introduttivi, nessun percorso obbligato.

Sulle pareti compaiono grandi immagini stampate su tessuto, mentre una costellazione di vecchi televisori e videoregistratori trasmette frammenti visivi legati all’immaginario creato negli anni da Thom Yorke e Stanley Donwood. Tornano figure simboliche come l’orso stilizzato e il minotauro piangente, icone ormai inseparabili dall’estetica della band. Sparse nell’ombra emergono anche diverse sculture, tra cui un’enorme versione dello “Stickman”, alta più di sette metri, che domina silenziosamente l’ambiente. Al centro dell’installazione si trova una struttura chiusa da pareti nere, dove quattro schermi giganteschi scandiscono un countdown di mezz’ora. È lì che viene proiettato il film sperimentale che costituisce il cuore dell’intero progetto. Le uniche istruzioni per il pubblico appaiono sui monitor: rallentare, sedersi, sdraiarsi dove si vuole.

La proiezione si apre con un movimento attraverso foreste monocromatiche disegnate con precisione quasi ossessiva, accompagnato dalle note di Everything in Its Right Place, diffuse da un impianto sonoro estremamente potente. Nel corso della proiezione affiorano immagini che sembrano provenire direttamente dalle ossessioni visive che hanno accompagnato i Radiohead negli anni: minotauri, scenari di distruzione, mappe, mostri, tralicci elettrici, vulcani, sciami di locuste, fulmini, elicotteri e riferimenti impliciti a Hiroshima e alla paranoia della globalizzazione. Creature antropomorfe e figure ibride attraversano ambienti astratti e paesaggi digitali senza mai parlare: la narrazione passa esclusivamente attraverso musica, immagini e atmosfera. Più che una storia lineare, KID A MNESIA funziona come un’immersione sensoriale, capace di trascinare lo spettatore in uno stato di costante inquietudine.

L’impatto dell’esperienza dipende inevitabilmente dal rapporto del visitatore con la produzione della band. Per i fan più devoti, il film rappresenta una sorta di immersione totale nell’ansia esistenziale e nella malinconia che attraversano la loro musica, mentre per altri potrebbe sembrare un lungo delirio audiovisivo popolato da personaggi fragili, spesso rannicchiati o in lacrime, schiacciati dal peso stesso dell’esistenza.