Roma scopre – e riscopre – il fascino del Giappone di Hokusai. A poco più di un mese dall’inaugurazione, la grande mostra ospitata a Palazzo Bonaparte si è trasformata nel caso culturale della stagione, superando quota 80mila visitatori dal 27 marzo a oggi e attirando ogni giorno centinaia di persone davanti all’ingresso dello storico edificio nel cuore della Capitale.
Code fin dalle prime ore del mattino, tempi di attesa prolungati e sale costantemente affollate raccontano il successo di un’esposizione che ha saputo conquistare un pubblico ampio e trasversale: famiglie, studenti, turisti, appassionati d’arte e curiosi. Un entusiasmo raro, che conferma il forte richiamo esercitato dall’immaginario del maestro giapponese e dalla potenza visiva delle sue opere.



La mostra, considerata la più grande mai dedicata in Italia a Katsushika Hokusai, propone oltre 200 lavori del grande interprete dell’Ukiyo-e, accompagnati da più di 180 oggetti della tradizione giapponese tra armature, strumenti musicali, costumi, laccature e libri rari. Un percorso immersivo che accompagna il visitatore dentro il Giappone del periodo Edo, tra paesaggi iconici, scene di vita quotidiana e la celebre forza espressiva della natura in movimento.
Tra le opere più ammirate figurano naturalmente le celebri “Trentasei Vedute del Monte Fuji”, le “Cinquantatré stazioni del Tōkaidō”, i raffinati “Manga” e soprattutto “La Grande Onda di Kanagawa”, immagine simbolo dell’arte giapponese nel mondo.
«Sapevamo che il pubblico avrebbe amato questa mostra, ma i numeri sono molto al di là delle nostre aspettative», dichiara Iole Siena, presidente di Arthemisia. «Non è certo la prima mostra sull’arte giapponese a Roma e in Italia, ma da quanto scrivono i visitatori, l’insieme di opere straordinarie e di un allestimento curato, elegante e ricco di informazioni segna la differenza tra questa mostra e le altre. Le lunghe file e l’entusiasmo che vediamo ogni giorno sono anche la dimostrazione concreta di un amore diffuso per la cultura e per il fascino intramontabile del Giappone».



Un successo che, secondo gli organizzatori, nasce anche dalla capacità dell’esposizione di creare un dialogo tra culture e sensibilità artistiche differenti. Un elemento sottolineato anche da Alessandra Taccone, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, main partner della mostra.
«Il successo travolgente di questa mostra, capace di attrarre ben 80.000 visitatori solo nel primo mese, risiede non solo nell’indubbio prestigio e notevole valore artistico delle opere, ma nella straordinaria qualità estetica dell’esposizione», afferma Taccone. «Il pubblico ha premiato un allestimento immersivo, fiore all’occhiello di tutti i progetti che realizziamo in partnership con Arthemisia e Generali, capace di restituire pienamente l’atmosfera del periodo Edo in un racconto che unisce estetica e spiritualità».
Taccone evidenzia inoltre uno dei passaggi più originali del percorso espositivo: «Un indubbio punto di forza risiede, a mio parere, nell’inedito confronto tra l’armonia di Hokusai e quella di Antonio Canova: vedere il suo Marte pacificatore dialogare con il Maestro giapponese rappresenta la sintesi della missione della Fondazione Terzo Pilastro. Si tratta di quella “diplomazia della bellezza” che considera e promuove l’arte e la cultura come linguaggio universale di pace, in grado di abbattere ogni barriera».
Curata da Beata Romanowicz e realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia, l’esposizione si inserisce anche tra gli appuntamenti principali per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, rafforzando il ruolo della cultura come ponte tra Oriente e Occidente.
E mentre il numero dei visitatori continua a crescere, Palazzo Bonaparte si conferma uno dei luoghi simbolo della stagione espositiva romana, capace di trasformare la contemplazione dell’arte in un’esperienza collettiva e popolare.
fino al 29 giugno, info: mostrepalazzobonaparte.it


