Venezia, continuano le tensioni diplomatiche tra UE e Biennale

L’UE continua a contestare la presenza della Russia all’Esposizione, ritenendo che possa trasformarsi in un’occasione di visibilità per il Paese

Nel giorno riservato alla pre-apertura della Biennale di Venezia, si è diffusa la voce su una nuova – e decisa – presa di posizione da parte dell’Unione Europea. Da Bruxelles è arrivata infatti una condanna netta alla partecipazione della Russia all’esposizione, accompagnata da una nuova richiesta di chiarimenti inviata al governo italiano riguardo al rispetto delle sanzioni.

Secondo quanto riferito dalla vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunnen, l’inaugurazione della Biennale coinciderà con la Giornata dell’Europa, una ricorrenza dedicata alla celebrazione della pace che quest’anno – a suo avviso – rischia di trasformarsi in un’occasione per offrire visibilità alla Russia. La vicepresidente ha inoltre ribadito che la Commissione ha rinnovato le proprie sollecitazioni sulle basi di altri elementi emersi nel corso delle ultime settimane. Continuando, ha asserito che, in caso venisse confermata una violazione legata alla sovvenzione europea di due milioni di euro, l’Unione non esiterebbe a sospendere o revocare i fondi, in quanto “il denaro dei contribuenti europei dovrebbe salvaguardare i valori democratici e la diversità. E sappiamo che questi valori non sono rispettati nella Russia di oggi”.

Dall’altro lato, l’istituzione veneziana rimane salda sulla sua posizione, replicando che risponderà nei tempi previsti alla seconda comunicazione ricevuta dall’European Education and Culture Executive Agency, ricordando come già la prima lettera, datata 10 aprile, riguardasse il progetto Creative Europe Media. La Biennale insiste inoltre di aver operato nel pieno rispetto delle normative nazionali e internazionali, sottolineando di non possedere alcuna autorità per introdurre ulteriori sanzioni e di aver chiarito questo aspetto a tutti i soggetti competenti.

Mentre le tensioni diplomatiche continuano ad imperversare, la Biennale ha aperto i Giardini e l’Arsenale alle visite di giornalisti e addetti ai lavori. Il Presidente della Fondazione Buttafuoco, affiancato dal team della curatrice Koyo Kouoh – scomparsa a maggio dell’anno scorso – e dal marito Philippe Mall, ha reagito alle domande insistenti mantenendo la calma che lo ha accompagnato durante questi mesi di tumulto, asserendo semplicemente che avrebbe risposto durante la conferenza stampa di domani. Per quanto riguarda la giornata inaugurale, alla quale il ministro Giuli ha scelto di non prendere parte, sarà sostituita da una semplice apertura al pubblico.

Per l’8 maggio è invece attesa la visita del vicepremier Matteo Salvini, che ha confermato l’intenzione di visitare tutti i padiglioni senza eccezioni. Nelle sue dichiarazioni emerge l’auspicio che la Biennale, simbolo di prestigio internazionale, possa ritrovare un clima più disteso e che si arrivi a un’intesa tra il ministero della Cultura e la fondazione autonoma che la organizza.