La nuova statua a Londra è veramente di Banksy?

Apparsa a Waterloo Place, la statua ha subito acceso il dibattito sulla sua attribuzione, ma da Banksy ancora nessuna conferma

L’attenzione intorno a Banksy sembra non spegnersi mai, tra nuove opere che spuntano da un giorno all’altro e voci su chi ci sia davvero dietro al nome. Negli ultimi mesi si è parlato di lui soprattutto a marzo, quando un’inchiesta di Reuters ha riacceso la discussione sulla sua identità. Una storia già vista molte volte, che ogni volta finisce per aggiungere curiosità più che risposte.

Sul fronte creativo, invece, l’ultima traccia certa attribuita a Banksy risale a dicembre 2025. Alla vigilia del Natale, sotto il Centrepoint, lungo Tottenham Court Road a Londra, è apparso un murale dal forte impatto sociale: due bambini senzatetto rivolti verso il cielo, in una scena che riportava al centro il tema dell’emergenza abitativa nel Regno Unito. Solo qualche mese prima, sempre nella capitale britannica, un’altra opera aveva attirato l’attenzione per il suo carattere politico: un intervento comparso sulla facciata della Royal Courts of Justice, critica verso la repressione giudiziaria delle proteste pro-Palestina, poi rapidamente rimosso.

E ora Londra torna a essere teatro di nuove supposizioni. Nella zona di St. James’s, in Waterloo Place, è comparsa una statua che ha immediatamente acceso discussioni e ipotesi. L’opera raffigura un uomo in abito formale, in cammino deciso, il volto completamente nascosto da una grande bandiera che lo avvolge e sventola. A rendere il caso ancora più controverso, una firma tracciata con il gesso direttamente sul piedistallo, attribuita a Banksy ma eseguita in un modo che non corrisponde alle sue solite modalità espressive. La posizione della statua aggiunge altri livelli di lettura: si trova infatti vicino al monumento dedicato alla guerra di Crimea e accanto ad altre statue di figure storiche come Edoardo VII e Florence Nightingale. Un contesto carico di memoria e simboli, che amplifica l’effetto dell’installazione.

Eppure, nonostante l’immediato clamore mediatico, rimangono vari dubbi riguardo la paternità dell’opera: non solo non c’è alcuna conferma ufficiale, ma manca anche il gesto abituale con cui Banksy autentica i suoi lavori, cioè la pubblicazione sul suo profilo Instagram. Di solito è proprio lì che compare la conferma, ma questa volta il profilo resta fermo. Di conseguenza le ipotesi si moltiplicano: potrebbe trattarsi di un’operazione pensata per sfruttare il nome dell’artista e attirare attenzione, oppure del lavoro di qualcuno che ne imita lo stile per lanciare un messaggio politico, magari legato a una critica verso alcune dinamiche delle democrazie contemporanee.

In ogni caso, l’autore sembra aver raggiunto il suo obiettivo: in poche ore infatti la statua è diventata un punto di curiosità, con passanti, foto e discussioni online. Resta solo da capire se arriverà una conferma ufficiale o se resterà uno dei tanti imitatori comparsi in città.