Dopo tre decenni alla guida di Manifesta, Hedwig Fijen si prepara a lasciare la direzione della biennale europea itinerante da lei fondata. L’uscita ufficiale è prevista per il 5 ottobre 2026, al termine della sedicesima edizione in programma nella regione tedesca della Ruhr dal 21 giugno. A raccogliere l’eredità saranno Emilia van Lynden e Catherine Nichols, entrambe già coinvolte da tempo nella struttura della fondazione. Van Lynden, finora vicedirettrice, assumerà il ruolo di direttrice generale, mentre Nichols sarà direttrice artistica. Il loro primo appuntamento congiunto sarà Manifesta 17, prevista nel 2028 a Coimbra, in Portogallo.

Fondata a metà degli anni Novanta, Manifesta nasce da un’intuizione maturata da Fijen nel 1991, nel contesto europeo immediatamente successivo alla caduta del Muro di Berlino. L’obiettivo era creare una piattaforma capace di connettere la scena artistica del continente attraverso un formato itinerante. La prima edizione si è svolta a Rotterdam nel 1996, coinvolgendo artisti provenienti da 25 Paesi.
Nel corso degli anni, la biennale ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, evolvendo da mostra d’arte contemporanea a piattaforma interdisciplinare. Oggi Manifesta integra pratiche artistiche, ricerca urbana e coinvolgimento delle comunità locali, con l’obiettivo di incidere sui contesti sociali e culturali delle città ospitanti. Un elemento distintivo del modello è la fase di ricerca che precede ogni edizione, durante la quale architetti, urbanisti e operatori culturali analizzano il territorio per sviluppare progetti site-specific. Questo approccio ha contribuito a consolidare il ruolo della biennale nel dibattito sul rapporto tra arte, spazio pubblico e trasformazione urbana.
In trent’anni di attività, Manifesta ha toccato quindici città e regioni europee, commissionando oltre mille opere e coinvolgendo centinaia di professionisti del settore. Tra le tappe anche due edizioni italiane: in Trentino-Alto Adige nel 2008 e a Palermo nel 2018.




