Portogallo, sequestrate 278 opere in una villa privata

Il caso si presenta come un romanzo giallo, con tanto di villa trasformata in museo, un proprietario morto e un maggiordomo sospettato di riciclaggio

A Penalva do Castelo, un piccolo comune di circa 9mila abitanti nel distretto di Viseu in Portogallo, la polizia giudiziaria ha scoperto e sequestrato 278 opere, databili dal Neolitico fino al 20esimo secolo.

Tutto è iniziato dopo la morte – avvenuta nel 2024 – del proprietario di casa, un cittadino statunitense che viveva da tempo nella zona, lontano dai riflettori. Quando le autorità sono entrate nell’abitazione si sono trovate di fronte ad un ambiente allestito come un vero e proprio museo privato. Sulle pareti e nelle varie stanze si potevano ammirare quadri firmati da maestri come Dürer, Bonnard, Mirò e Picasso. In totale, sono circa 27 le opere riconducibili a grandi artisti di fama internazionale.

Una collezione tanto ricca quanto enigmatica, in quanto il proprietario non era una figura conosciuta nel mondo del collezionismo. Secondo le ipotesi delle autorità, l’uomo – stabilitosi in Portogallo dopo aver vissuto in Spagna – non sarebbe stato un semplice appassionato, ma avrebbe operato come intermediario per delle organizzazioni criminali internazionali dedite al traffico illecito di opere d’arte. Ad oggi, le indagini sono ancora in corso ed ogni oggetto ritrovato è stato sequestrato e sottoposto a varie verifiche. Un elemento particolarmente delicato del caso è il maggiordomo. Secondo quanto riportato, l’intervento della polizia giudiziaria è stato tempestivo, poiché ha fermato l’uomo – un anziano cittadino portoghese che lavorava nella villa da anni – dal vendere parte della collezione.

Il maggiordomo è attualmente indagato per riciclaggio e appropriazione indebita, mentre gli esperti del Museo nazionale Machado de Castro di Coimbra partecipano attivamente alle indagini per verificare l’autenticità di ogni oggetto sequestrato e ricosturirne la provenienza. Nel frattempo, le ricerche continueranno, anche con l’aiuto delle autorità internazionali per poter riportare i reperti ai legittimi proprietari. In base agli esiti di queste verifiche, una parte dei beni potrà essere restituita agli eredi del cittadino statunitense, mentre altri potrebbero essere rivendicati da Paesi esteri.

Quella che sembrava una semplice abitazione di provincia si è così trasformata nel cuore di un mistero affascinante, dove arte, storia e criminalità si intrecciano in una vicenda ancora tutta da chiarire.