A Roma a Palazzo Venezia il restauro si apre al pubblico

Le sale monumentali vengono eccezionalmente aperte con un percorso guidato tra cantieri e affreschi per osservare da vicino la conservazione del patrimonio storico

A Roma, Palazzo Venezia torna a mostrarsi in una forma inedita: non solo come spazio museale, ma come luogo in trasformazione. Con l’avvio delle visite guidate alle sale monumentali attualmente in restauro, il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia introduce un modello di fruizione che mette al centro il processo, oltre che il risultato. Le sale storiche del palazzo, tra cui l’Appartamento Barbo e i grandi ambienti di rappresentanza, sono oggi temporaneamente chiuse al pubblico per interventi di valorizzazione e conservazione, previsti fino all’estate 2026.

Con il progetto Cantiere aperto. Le Sale monumentali di Palazzo Venezia il restauro si trasforma in un processo visibile e partecipato: i cittadini possono vivere l’esperienza di vedere da vicino come viene curato e conservato il patrimonio storico. In questa prospettiva il cantiere è concepito come un luogo di ricerca e di dialogo con la comunità, in linea con un’idea di cultura partecipata: la tutela diventa cosi occasione di coinvolgimento e di condivisione delle conoscenze.

I visitatori possono entrare nei cantieri, osservare da vicino gli apparati decorativi e comprendere le tecniche del restauro. Il percorso guidato consente infatti di avvicinarsi a soffitti affrescati, cicli pittorici e strutture architettoniche normalmente distanti dallo sguardo. In alcuni casi, l’esperienza include anche il passaggio sui ponteggi, offrendo una prospettiva ravvicinata e insolita sulle superfici decorate. Questa apertura rappresenta un cambiamento significativo nel rapporto tra istituzioni e pubblico. Il restauro, spesso invisibile, diventa qui parte integrante della narrazione museale: non più semplice fase tecnica, ma momento di conoscenza e condivisione.

Palazzo Venezia, edificio simbolo del Rinascimento romano e sede storicamente stratificata – da residenza papale ad ambasciata, fino a museo nazionale – si configura così come un laboratorio aperto. L’iniziativa si inserisce in una tendenza più ampia che vede i grandi musei valorizzare il “dietro le quinte” della conservazione, trasformando il cantiere in spazio educativo. In questo contesto, la visita non si limita più alla contemplazione dell’opera finita, ma si estende alla sua cura, al suo tempo lento, alla sua fragilità.