Negli ultimi quindici anni, dopo gli 81 giorni che hanno completamente sconvolto la traiettoria della sua vita, Ai Weiwei ha trasformato quell’esperienza dura e destabilizzante in parte integrante della sua pratica. Quest’estate tornerà su quel capitolo, con un progetto che si preannuncia tra i più intensi e impegnativi della sua carriera.
All’interno della mostra Button Up!, allestita negli Aviva Studios di Manchester, l’artista darà vita a Sewing a Button, una performance ininterrotta di 24 ore in cui ripercorrerà, quasi fisicamente, i giorni della prigionia. Lo spazio sarà occupato dalla ricostruzione fedele della sua cella, un ambiente angusto di poco più di sette metri per tre e mezzo, dove Weiwei condensa la propria esperienza di detenzione in un tempo compatto, invitando il pubblico, giorno e notte, a farsi testimone diretto di ciò che ha vissuto. Dalle 17 del 3 luglio fino al giorno successivo, l’uomo ripeterà gesti essenziali e quotidiani come dormire, mangiare, scrivere e lavarsi. Quest’ordinarietà si interromperà a tratti, lasciando spazio agli interrogatori, restituendo così la tensione continua di quei giorni.

Pensata come complemento alla mostra, la performance riflette con forza l’intreccio, tipico del lavoro di Weiwei, tra dimensione personale e tensione politica. Se Button Up! attraversa due secoli di relazioni tra Gran Bretagna e Cina – segnate da potere, scambi, conflitti e influenze culturali – Sewing a Button ne offre una sintesi radicale, riportando tutto a una scala umana, quasi claustrofobica, legata ad un evento reale avvenuto durante la detenzione dell’artista. L’opera prende infatti il titolo da un episodio tanto semplice quanto carico di significato: dopo due mesi trascorsi senza nemmeno un bottone per tenere su i pantaloni, una guardia gli portò finalmente ago e filo per ripararli. Un gesto minimo, che nella memoria si trasforma in simbolo.

Accanto a Sewing a Button, la mostra presenterà anche nuove opere commissionate appositamente: Eight-Nation Alliance Flags, una serie di bandiere composte da bottoni, e una versione aggiornata di History of Bombs, un grande murale costruito con mattoncini giocattolo. A queste si affiancheranno altri lavori monumentali, alcuni esposti per la prima volta nel Regno Unito, come Law of the Journey, Wang Family Ancestral Hall, La Commedia Umana e Circle of Animals/Zodiac Heads.



