Biennale di Venezia 2026, una giuria tutta al femminile

Sono Solange Oliveira Farkas, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi i membri della giuria nominata dal Cda della Biennale

Ieri, mercoledì 22 aprile, sono stati annunciati i nomi della giuria della 61esima edizione della Biennale di Venezia. La scelta, affidata al Consiglio dell’amministrazione della Fondazione sulla base di suggerimenti lasciati dalla curatrice Koyo Kouoh, scomparsa prematuramente l’anno scorso.

A loro spetterà il compito di individuare le voci più significative di In Minor Keys, assegnando i riconoscimenti ufficiali: i Leoni d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale e per il miglior artista dell’Esposizione Internazionale, oltre al Leone d’argento destinato a una figura emergente. I vincitori saranno svelati durante la cerimonia di premiazione del 9 maggio, un momento che potrebbe riservare ulteriori segnalazioni speciali, sia per le Partecipazioni Nazionali sia per gli artisti in mostra. A guidare la nuova giuria sarà Solange Oliveira Farkas, figura curatoriale centrale nella scena artistica brasiliana e internazionale. Particolarmente sensibile ai linguaggi video e alla narrazione di prospettive orientali, ha fondato dell’Associação Cultural Videobrasil, dedicando maggior parte della sua carriera alla sua direzione riscrivendo in modo decisivo i circuiti dell’arte contemporanea. Ha inoltre diretto il Museu de Arte Moderna da Bahia e curato numerosi progetti espositivi in contesti internazionali.

Solange Oliveira Farkas

Accanto a lei, Zoe Butt porta un’esperienza che si muove tra ricerca, scrittura e curatela, con sguardo rivolto in particolare alle comunità artistiche del Sud-est asiatico. Dopo diverse esperienze tra Vietnam, Cina e Australia, nel 2022 ha fondato l’in-tangible institute, una piattaforma dedicata alla costruzione e al sostegno di infrastrutture culturali locali. Più recentemente è stata nominata direttrice artistica di deCentral, progetto che aprirà in Thailandia nel 2027. Elvira Dyangani Ose rappresenta un’altra voce di grande peso nel panorama curatoriale contemporaneo: ha diretto il MACBA di Barcellona fino a quest’anno, dopo una carriera costellata di esperienze in istituzioni di primo piano a livello internazionale, tra cui la Tate Modern e Creative Time.

Zoe Butt
Elvira Dyangani Ose

Marta Kuzma, storica dell’arte e docente alla Yale School of Art, di cui è stata anche preside. Nel corso della sua carriera ha guidato importanti realtà artistiche in Europa, tra cui il Royal Institute of Art di Stoccolma e l’Office for Contemporary Art in Norvegia, ed è stata coinvolta in appuntamenti internazionali come Documenta 13 e Manifesta 5. Parallelamente all’attività curatoriale e accademica, ha sviluppato una produzione di ricerca e progetti espositivi, tra cui il recente Faktura 10, dedicato al racconto della guerra in Ucraina.

A completare il gruppo è Giovanna Zapperi, storica dell’arte e docente all’Università di Ginevra. Il suo lavoro offre uno sguardo critico radicato negli studi femministi e nella riflessione sul rapporto tra corpo, genere e immagini. La donna ha così costruito una solida produzione teorica affiancata da importanti progetti espositivi, tra cui Defiant Muses al Museo Reina Sofía, contribuendo a ridefinire il discorso sull’arte contemporanea in chiave inclusiva e critica.