Firenze, 5mila euro di danni per toccare le parti intime del Nettuno

Una sfida prima del matrimonio di un turista provoca danni alla statua del Nettuno di Bartolomeo Ammanati a Piazza della Signoria

Una bravata notturna, nata come sfida goliardica, si è trasformata nell’ennesimo episodio di danneggiamento del patrimonio storico-artistico italiano. A Firenze, in Piazza della Signoria, un turista si è arrampicato sulla fontana del Nettuno – il celebre “Biancone” realizzato da Bartolomeo Ammannati nel 1565 – provocando danni stimati intorno ai 5mila euro. Secondo quanto emerso, il gesto sarebbe legato a una sorta di “prova” prima del matrimonio: l’uomo, incitato da amici, avrebbe deciso di scalare la fontana nel tentativo di toccare le parti intime della statua. Una scena che, tra risate e riprese con smartphone, si è consumata sotto gli occhi di passanti e turisti, trasformando un momento di leggerezza in un atto di grave irresponsabilità.

L’arrampicata ha causato il danneggiamento di alcune parti del complesso scultoreo, già in passato oggetto di atti vandalici e interventi di restauro. La fontana del Nettuno, commissionata da Cosimo I de’ Medici per celebrare il potere marittimo del Granducato, è uno dei simboli più riconoscibili di Firenze e rappresenta un capolavoro della scultura manierista, nonostante le critiche che accompagnarono l’opera fin dalla sua inaugurazione. L’episodio riapre una questione annosa: la vulnerabilità dei monumenti collocati nello spazio pubblico, esposti quotidianamente non solo al degrado ambientale ma anche a comportamenti incivili. Negli ultimi anni, casi simili si sono moltiplicati in diverse città italiane, spesso legati a sfide social, turismo mordi-e-fuggi o semplici atti di superficialità.

Le forze dell’ordine sono intervenute rapidamente e per l’autore del gesto è scattata la denuncia. Nel frattempo, i tecnici sono al lavoro per valutare con precisione l’entità dei danni e pianificare gli interventi necessari al ripristino. Anche se la cifra stimata non è tra le più alte registrate in episodi analoghi, resta significativo il valore simbolico della ferita inflitta al monumento. Non è la prima volta che il “Biancone” diventa bersaglio di comportamenti simili: già in passato la fontana è stata oggetto di atti vandalici, confermando quanto sia difficile bilanciare accessibilità e tutela in contesti urbani ad alta densità turistica. Il caso riaccende dunque il dibattito sulla necessità di rafforzare i sistemi di protezione, tra sorveglianza, sanzioni e campagne di sensibilizzazione, per preservare un patrimonio che, pur essendo esposto nello spazio pubblico, resta fragile e insostituibile. Firenze, ancora una volta, si trova a fare i conti con il lato più problematico della sua stessa attrattività globale.