Nuove Geometrie di Esistenza, la nuova performance di Antonio Della Guardia che intreccia corpo, architettura e lavoro

La performance nasce da una riflessione sul rapporto tra lavoro e dimensione umana, sviluppata in dialogo con l’Archivio Storico Olivetti

Giovedì 23 aprile, al Duomo delle OGR Torino, prende forma la performance Nuove Geometrie di Esistenza (Ivrea/Pozzuoli) di Antonio Della Guardia, a cura di Benedetta Casini e con il coordinamento scientifico di studioconcreto. È la prima restituzione pubblica di una ricerca sostenuta dal programma Italian Council, che attraversa archivi e territori industriali per interrogare le trasformazioni del lavoro contemporaneo e il modo in cui queste si inscrivono nello spazio e nei corpi.

Nuove Geometrie di Esistenza si presenta come una “mappatura performativa” che ha attraversato archivi e i siti industriali legati all’eredità Olivetti di Ivrea e Pozzuoli. Da qui la ricerca si espande verso territori internazionali come San Paolo in Brasile e Buenos Aires in Argentina, costruendo una costellazione di luoghi attraversati da una riflessione che nasce dal confronto tra l’eredità culturale e sociale del modello olivettiano e le trasformazioni del lavoro contemporaneo. Ne emerge una tensione evidente, sospesa tra l’ideale umanistico di quella visione e le forme attuali della produzione, che intrecciano produzione, corpo e dimensione performativa in un unico campo di esperienza.

Il progetto, sostenuto dalla sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, si sviluppa in dialogo con l’Associazione Archivio Storico Olivetti, che ha accompagnato l’artista nella sua ricerca. Lo studio dell’archivio ha aperto la strada ad un confronto più ampio con i luoghi stessi in cui si è incarnata e sviluppata la storia dell’azienda. La ricerca sulla compagine di Ivrea ha infatti consentito a Della Guardia di entrare in relazione con il pensiero di Olivetti, secondo cui la tecnica doveva essere subordinata allo sviluppo integrale della persona. Nel caso di Pozzuoli, questa tensione si sposta verso il rapporto tra architettura e paesaggio naturale, assumendo una dimensione anche percettiva e psicologica.

Courtesy l’artista.

Da questo percorso scaturisce la performance a Torino, in cui due performer, attraverso una sequenza coreografica, instaurano un dialogo continuo con le immagini scattate da Della Guardia dei due complessi industriali. Una traccia sonora originale composta dal sound designer Gabriel Fischer modula il ritmo e la densità della coreografia. Questo scambio dà vita ad un dispositivo instabile, in cui architetture e corpi si inseguono, si riflettono e si disallineano, facendo emergere uno spazio critico in cui il corpo tenta di sottrarsi alle logiche della produzione.

Il progetto continuerà a muoversi con la realizzazione di una residenza in autunno a Buenos Aires, presso Proa21 e poi a San Paolo presso Fonte, dove la ricerca si riapre e si ridefinisce a contatto con altri contesti urbani e produttivi. Il percorso si concluderà nel 2027, con l’acquisizione dell’opera da parte del MAMbo di Bologna.

Courtesy l’artista e Associazione Archivio Storico Olivetti (Ivrea).

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