L’Aquila, riapre dopo diciassette anni il Teatro San Filippo

L’inaugurazione segna la restituzione al pubblico di uno degli spazi più identitari, profondamente intrecciato alla storia dell'Aquila

A diciassette anni dal sisma, L’Aquila riapre uno dei suoi luoghi più simbolici, emblema della rinascita di una città che continua a ricostruire se stessa, passo dopo passo, attraverso la restituzione dei suoi spazi più identitari. Il Teatro San Filippo, ospitato nel complesso seicentesco da cui prende il nome, torna finalmente ad accogliere i cittadini nei propri spazi.

L’inaugurazione, parte del calendario di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, si è tenuta la mattina del 17 aprile, ha visto la partecipazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi e del direttore del Fondo Edifici di Culto (FEC) Alessandro Tortorella, insieme ad alcune delle figure che hanno accompagnato il progetto, tra cui Caterina Caselli e Giuliano Sangiorgi, con un’intervento da remoto da parte di Lorenzo Jovanotti. Il restauro, coordinato dalla Soprintendenza e dall’amministrazione comunale aquilana con il contributo degli Artisti uniti per l’Abruzzo, si inserisce in un più ampio processo di rigenerazione culturale del centro storico. Dopo la restituzione del Castello cinquecentesco, la città recupera così un altro tassello fondamentale del proprio patrimonio urbano, profondamente intrecciato alla sua storia.

Il teatro, infatti, nasce all’interno di un ex edificio religioso: la Chiesa di San Filippo Neri, costruita dai Padri Filippini nella prima metà del Seicento durante una fase di espansione dell’ordine, con l’intento di dotarsi di un luogo di culto ampio e rappresentativo della propria presenza in città. Dal punto di vista architettonico, l’edificio rappresenta una delle testimonianze più significative del Seicento aquilano, con richiami alla tradizione romana delle grandi chiese congregazionali tra tardo Rinascimento e primo Barocco. Nei primi anni dell’Ottocento però, l’edificio passa al Comune e viene definitivamente chiuso al culto.

Lo spazio viene riaperto solo negli anni Settanta del Novecento quando, dopo un acceso dibattito cittadino che ferma la sua demolizione, diventa l’atelier dell’artista Gino Marotta e punto d’incontro per artisti, collezionisti e studenti dell’Accademia di Belle Arti. Nel 1972 la chiesa viene restaurata e trasformata in auditorium e laboratorio teatrale sperimentale. Poco più di un decennio dopo, nel 1987, su impulso del Teatro Stabile di Innovazione L’Uovo, nasce la sua configurazione definitiva come teatro moderno. Nel tempo il San Filippo si è affermato come spazio di ricerca e sperimentazione teatrale, diventando un punto di riferimento per la vita culturale cittadina, soprattutto sotto la direzione di Maria Cristina Giambruno, che ne ha consolidato il legame con il pubblico. La recente riapertura ha restituito il teatro alla fruizione collettiva anche attraverso visite guidate, avviando una nuova fase di valorizzazione.

Parallelamente, il ritorno dello spazio si inserisce nel lancio di CostellAzioni, festival diffuso che coinvolge centro e periferie dell’Aquila con un programma che unisce arti performative, musica, sport e natura, favorendo partecipazione e connessione territoriale. Le prime iniziative, già esaurite e molto attese, confermano il forte coinvolgimento della cittadinanza e propongono un cartellone che spazia tra spettacoli, performance e incontri dedicati alla creatività contemporanea.