BPER inaugura una rete di poli culturali tra Modena, Ferrara e L’Aquila

Coordinato da La Galleria BPER, il progetto intreccia le collezioni in un unico sistema, restituendo nuova vita alle sedi storiche della banca

Nei prossimi mesi il progetto Poli Culturali BPER. Un Sistema di Patrimonio Diffuso entrerà nella sua fase conclusiva, dando vita a una rete culturale che unisce alcune delle sedi storiche del gruppo bancario come Palazzo San Carlo a Modena, Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara e Palazzo Farinosi-Branconi a L’Aquila.

A Modena le attività espositive sono già attive dal 2017, nate in occasione del 150° anniversario della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna. Per le altre due sedi, invece, il calendario è ormai tracciato: L’Aquila inaugurerà gli spazi nel corso dell’estate, mentre Ferrara seguirà in autunno. Nel cuore del capoluogo abruzzese, città designata Capitale Italiana della Cultura 2026, Palazzo Farinosi-Branconio si prepara ad accogliere una selezione di opere provenienti dalle collezioni bancarie, un patrimonio composto da oltre 2.500 pezzi curato da Sabrina Bianchi, responsabile del Cultural Heritage e della Corporate Collection. Si tratta soprattutto di lavori legati al Centro e al Sud Italia, che troveranno spazio nel palazzo riaperto lo scorso marzo dopo un lungo intervento di restauro avviato nel 2021, a seguito dei danni causati dal sisma del 2009.

L’edificio racconta un intreccio di epoche e linguaggi diversi: le due facciate si contrappongono e dialogano, una segnata dal gusto manierista, l’altra più vicina all’equilibrio del classicismo cinquecentesco. All’interno, il piano nobile conserva ancora apparati decorativi che attraversano i secoli e ne raccontano le trasformazioni, restituendo soprattutto la storia della famiglia Branconio, che divenne padrona della residenza tra il 1624 e il 1639, quando l’edificio – già esistente da circa un secolo – fu eletto a dimora dell’abate e letterato Girolamo Branconio. Tra gli ambienti più significativi spicca la Sala di Saul e Davide, raggiungibile dalla scenografica scalinata monumentale, dove le vicende bibliche dei due sovrani sono raccontate attraverso le decorazioni pittoriche. Il vero capolavoro dell’edificio, però, è la Sala di San Clemente, risalente al 1703, con un articolato ciclo pittorico su due livelli che narra la vita del santo intrecciandola con la storia dei Branconio.

Sempre in autunno sarà il turno di Ferrara, dove prenderà vita l’apertura di Palazzo Barbantini-Koch, attualmente in fase di restauro. Qui sarà allestita una mostra dedicata alla pittura ferrarese ed emiliana, con un arco cronologico che va dal Quattrocento al Novecento. L’edificio, con il suo stile neo-rinascimentale, le tre file di finestre e gli inserti in marmo bianco, venne inaugurato nel 1910 alla presenza di re Vittorio Emanuele III. La sua costruzione, avviata nel 1907, porta la firma dell’ingegnere Luigi Barbantini e dell’architetto Gaetano Koch, noto per aver progettato a Roma la sede della Banca d’Italia. Il programma espositivo del 2026 si articolerà in cinque mostre distribuite su quattro sedi. Oltre a quelle già citate, è inclusa anche Palazzo Martinengo di Villagana, situato a Brescia, da tempo utilizzato per iniziative culturali, così come in passato altre attività espositive hanno coinvolto sedi della banca a Genova, Milano, Venezia e Sondrio.

Come racconta Sabrina Bianchi, la programmazione culturale del 2026 prende avvio da un’idea precisa: rendere il patrimonio della banca sempre più aperto, fruibile e vitale. Il progetto dei Poli Culturali BPER compie un passaggio ulteriore, trasformando sedi storiche e collezioni in spazi di incontro, scambio e conoscenza condivisa. Non si tratta solo di valorizzare un’eredità, ma di considerarla una realtà viva, capace di generare confronto, produrre senso e rafforzare il legame con i territori e le comunità, diventando uno strumento concreto di crescita sociale ed educativa.