MACRO, Hito Steyerl protagonista della nuova stagione espositiva

Dalla videoarte a Miriam Cahn, fino ad Alessandro Sciarroni, il museo romano inaugura una nuova fase sotto la direzione di Cristiana Perrella

Con la programmazione 2026, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma inaugura una fase di consolidamento e apertura, in cui la continuità della visione si intreccia a un ampliamento deciso delle prospettive. Promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e prodotto da Azienda Speciale Palaexpo, il corso ideato dalla direttrice artistica Cristiana Perrella prosegue come un dispositivo articolato, capace di mettere in relazione mostre personali, progetti di ricerca e collaborazioni istituzionali

Dopo aver preso il via con UNAROMA, collettiva che assumeva la Capitale come campo privilegiato di indagine, le iniziative previste per la primavera 2026 segnano uno slittamento significativo: il museo apre a una dimensione più ampia, non tematica, fondata su una pluralità di pratiche e posizioni. Il programma prende avvio il 29 aprile e proseguirà fino al 30 agosto, con una sequenza di progetti che delineano immediatamente il respiro internazionale del MACRO.

Mechanical Kurds di Hito Steyerl, presentato per la prima volta in Italia, affronta le intersezioni tra intelligenza artificiale, conflitti geopolitici e lavoro digitale, confermando l’urgenza di una riflessione sulle infrastrutture invisibili che governano il presente. Accanto a questa indagine, la mostra Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega ripercorre la storia del celebre riconoscimento letterario come sismografo delle trasformazioni culturali italiane, mentre SHE DEVIL rinnova la propria vocazione di piattaforma dedicata alla videoarte al femminile, ampliando il dialogo tra pratiche e geografie.

A questa costellazione si aggiunge un progetto dedicato alla voce di Amelia Rosselli, che restituisce la complessità linguistica e sonora della poetessa, confermando l’attenzione del museo per l’intersezione tra arti visive, letteratura e dimensione acustica. Non a caso, la struttura stessa del MACRO viene attivata come organismo plurale: la sala video, la sala audio e il nuovo cinema espandono il raggio d’azione verso linguaggi e pubblici differenti, trasformando l’ex Birreria Peroni in una piattaforma dedicata all’ascolto e all’immagine in movimento.

Il cuore della stagione si dispiega a partire dal 28 maggio con la mostra personale di Miriam Cahn, figura centrale della scena internazionale, la cui ricerca sul corpo femminile si configura come un atto politico e una forma di resistenza visiva. Nella stessa data, la collettiva delle vincitrici del Premio Paul Thorel – Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi – introduce una riflessione sulle pratiche legate all’immagine contemporanea, tra dimensione digitale e sperimentazione editoriale.

L’autunno segna un ulteriore momento di espansione con la prima retrospettiva istituzionale dedicata a Marialba Russo, incentrata sulla produzione degli anni Settanta e sviluppata in dialogo con il MUCIV – Museo delle Civiltà. Qui la fotografia si fa strumento di indagine antropologica e culturale, interrogando la costruzione del genere e le dinamiche identitarie. A seguire, il progetto congiunto di Francis Upritchard e Martino Gamper intreccia scultura e design in una serie di interventi site-specific, mentre a dicembre Alessandro Sciarroni chiude la stagione con un lavoro pensato appositamente per lo spazio del museo, confermando la vocazione performativa e transdisciplinare del MACRO.

Accanto alle mostre, la programmazione si articola in una serie di incontri e workshop che rafforzano la dimensione critica e interdisciplinare. Il ciclo Science Fashion, dedicato alle interazioni tra moda, scienza e nuove tecnologie, testimonia l’attenzione per i linguaggi emergenti e per le trasformazioni indotte dall’intelligenza artificiale, mentre il consolidamento delle collaborazioni – dalla Fondazione Bellonci al Premio Strega, fino al Museo delle Civiltà – definisce un modello operativo basato sulla condivisione e sull’ibridazione dei saperi.

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