Da Leonardo a Haring, viaggio nelle collezioni del Castello Sforzesco

Sarà visitabile fino al 27 settembre, presso le Salette della Grafica del Castello Sforzesco di Milano, la mostra Passione Disegno. Da Leonardo da Vinci a Keith Haring con opere provenienti dal Gabinetto dei Disegni che, assieme alla Raccolta di Stampe Bertarelli e all’Archivio Fotografico, conserva il patrimonio grafico del Castello.

L’esposizione nasce a seguito dei lavori di studio sulle collezioni di disegni che hanno portato alla pubblicazione, nel gennaio scorso, del catalogo I grandi nuclei collezionistici del Gabinetto dei Disegni, a cura di Alessia Alberti, Simona Maniello e Francesca Mariano. Si tratta di un’ampia operazione di ricognizione dei principali gruppi di disegni confluiti, tramite donazioni, lasciti e acquisti, nel Gabinetto, dagli anni post-unitari fino a oggi.

Alla curatela della mostra hanno partecipato anche gli studenti della Civica Scuola d’Arte & Messaggio di Milano, i quali hanno collaborato alla realizzazione grafica del manifesto promozionale dell’esposizione (tutte le proposte sono poi state montate in un video esposto a chiusura della mostra) e alla preparazione dei pannelli che accompagnano il percorso.

Gli studenti hanno scelto di attribuire a ciascuno dei quindici nuclei collezionistici presentati in mostra una diversa caratterizzazione grafica (in altre parole, ciascuna sezione della mostra presenta pannelli e didascalie scritte con font e formattazioni grafiche differenti) per sottolineare la molteplicità che caratterizza ogni donazione in termini di quantità degli esemplari, epoca e tecnica di realizzazione, paternità delle opere, finalità dei disegni (troviamo infatti opere autonome e finite, bozzetti preparatori, progetti e studi architettonici o scenografici).

Per quanto la scelta di preferire l’eterogeneità a una impostazione grafica unitaria e coerente per tutti gli apparati esplicativi possa risultare per certi aspetti un poco caotica, coglie comunque appieno l’elemento identitario specifico che contraddistingue il Gabinetto dei Disegni del Castello, ossia la pluralità di anime che si sono stratificate, come in un grande palinsesto, a partire dal 1862 con il Lascito di Pompeo Marchesi che apre il percorso espositivo.

I disegni dello scultore milanese, come Monumento funerario della figlia di Lord Dungarvan (1827) che rappresenta il bassorilievo funebre di gusto neoclassico della giovane donna, sono affiancati da opere di altri artisti a lui contemporanei, quali Andrea Appiani o Francesco Hayez, rappresentati rispettivamente da San Matteo e S. Agostino (1792), uno studio preparatorio a matita e inchiostro per gli affreschi del Santuario milanese di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso, e da Betsabea al bagno (1834 ca), inchiostro e biacca su carta che studia un tema affrontato dall’artista veneto anche in pittura.

La mostra segue un’impostazione cronologica, presentando – come detto – una parte dei numerosi nuclei collezionistici descritti più esaustivamente nel catalogo e confluiti negli anni Venti del Novecento presso il Castello, per volontà dell’allora direttore Carlo Vincenzi. Tale operazione segnò l’atto di nascita del Gabinetto dei Disegni in risposta all’esigenza di trovare una sistemazione stabile e adeguata dal punto di vista conservativo alla sempre più massiccia collezione di opere, ampliatasi grazie ad altre donazioni che hanno seguito il Lascito Marchesi, quali il Legato Guasconi (1863) e il Legato Attendolo Bolognini (1865).

Il primo gruppo include disegni di Giandomenico Tiepolo (Due cani che si azzuffano e Tre cani che giocano, entrambi risalenti all’ultimo quarto del XVIII sec.), studi architettonici di Cherubino Alberti (Studio di una volta, fine XVI – inizio XVII sec.) e scene di interno di Carlo Ferrario (Sala da pranzo di casa Guasconi, fine anni Cinquanta – inizio anni Sessanta dell’Ottocento).

Il secondo, invece, è rappresentato in mostra da disegni di Leonardo da Vinci (Studio per la testa di Leda, 1504-6 ca) e da copie da Raffaello (Gruppo di figure della Disputa del Sacramento nella Stanza della Segnatura in Vaticano, fine XVI – inizio XVII secolo) e da Michelangelo (Antenati di Cristo, vela sopra Roboam nella Cappelli Sistina, XVI sec.).

La varietà della raccolta del Gabinetto è testimoniata ulteriormente dagli altri lasciti in mostra, che vanno – solo per citare alcuni esempi – dal Fondo Maggiolini (1882), costituito soprattutto da progetti e bozzetti della bottega dell’ebanista Giuseppe Maggiolini, alla donazione di Sandro Pezzoli (2022), composta da alcuni album provenienti dal ristorante milanese “La Scaletta” e decorati dagli artisti e intellettuali che lo hanno frequentato tra anni Settanta e Duemila. Tra questi, spiccano in particolare i disegni a pennarello di Keith Haring (1984), il testo critico di Pierre Restany (1970) e il motivo a zig zag multicolore di Ottavio Missoni (1994).

Nei quasi centocinquanta anni che separano queste due donazioni, se ne sono naturalmente succedute altre che hanno coinvolto varie figure di collezionisti e artisti: Giovanni Morelli (1900) con disegni dal Quattrocento al Settecento, Vittore Grubicy de Dragon (1920) con opere scapigliate e divisioniste, il Dono Canavese (1934) con opere di Umberto Boccioni, sino al Fondo Disertori (2022) che comprende circa 3600 disegni dell’artista e musicologo trentino Benvenuto Disertori (1887-1969), le cui opere sono presentate in mostra come se fossero una grande bacheca di studi e spunti visivi confluiti nell’acquaforte Il Pianeta Venere (1924), estremamente ricca di suggestioni mitologiche, astrologiche e paesaggistiche.

Una mostra, insomma, che intende presentare – anche se parzialmente, per questioni di spazio e di conservazione – il patrimonio del grande serbatoio di disegni che si è accumulato nel corso dei decenni e che si trova attualmente nei depositi del Castello Sforzesco.

Accompagnata dall’ampio catalogo, l’esposizione si inserisce nel programma di mostre ospitate dal 2020, per volontà di Claudio Salsi, presso le Salette della Grafica, che propongono a rotazione e gratuitamente opere a stampa e disegni appartenenti agli istituti del Castello, restituendo al pubblico (si ribadisce: gratuitamente) il grande lavoro di ricerca e studio che, da anni, viene svolto quotidianamente dagli addetti ai lavori e che, altrimenti, resterebbe oscuro al grande pubblico.

Non resta dunque che auspicare che, in futuro, anche gli altri nuclei collezionistici rimasti esclusi dalla mostra attualmente in corso possano trovare spazio nelle Salette, donando così ai visitatori una panoramica veramente completa del patrimonio di disegni conservato presso l’antica fortezza sforzesca.

fino al 27 settembre 2026
Salette della Grafica del Castello Sforzesco
Piazza Castello, Milano
info: https://www.milanocastello.it/-/passione-disegno