Ironia a quattro zampe, Lily’s Kitchen e TOILETPAPER reinventano il pet design

Alla Milano Design Week 2026, TOILETPAPER LIVING diventa un teatro surreale dedicato agli animali domestici

Nel caleidoscopio della Milano Design Week l’incontro tra Lily’s Kitchen e TOILETPAPER introduce una deviazione tanto ludica quanto significativa. All’interno degli spazi di TOILETPAPER LIVING, nel cuore di via Balzaretti, prende forma un ambiente immersivo in cui il design si piega all’ironia e la cultura visiva contemporanea si apre a una dimensione affettiva spesso trascurata: quella del rapporto con gli animali domestici.

Il progetto, inserito nella mostra TOILETWALTER PAPERCHANDOHA, si nutre della tensione tra due immaginari distinti ma sorprendentemente affini. Da un lato, l’estetica iper-satura e surreale di TOILETPAPER, che da anni rilegge il linguaggio pubblicitario attraverso cortocircuiti visivi e narrazioni paradossali; dall’altro, l’identità gioiosa e accessibile di Lily’s Kitchen, brand che ha costruito la propria riconoscibilità su un’idea di benessere condiviso tra esseri umani e animali. Il punto di incontro non è solo stilistico, ma concettuale: una celebrazione della vitalità, dell’eccesso e della dimensione ludica come forme di conoscenza.

L’installazione si configura come un set fotografico partecipativo, dove la distinzione tra spettatore e soggetto si dissolve. I visitatori, accompagnati dai propri animali, entrano in uno spazio artificiale costruito come una scena: un prato sintetico, un fondale celeste dai toni rarefatti, accessori volutamente eccentrici. Qui, il pet non è più semplice presenza domestica, ma diventa performer, figura iconica, corpo che abita e ridefinisce l’immagine. L’estetica è dichiaratamente pop, ma sotto la superficie si intravede una riflessione più sottile sulla costruzione dello sguardo e sulla spettacolarizzazione dell’intimità.

Al centro dell’ambiente, una struttura realizzata con i prodotti Lily’s Kitchen assume la forma di una micro-architettura cromatica: un dispositivo scenico che traduce il packaging in materia installativa, trasformando il consumo in elemento visivo. Non si tratta di un gesto puramente decorativo, ma di un’operazione che riflette sul ruolo degli oggetti quotidiani nella costruzione dell’immaginario contemporaneo.

La dimensione esperienziale si estende anche oltre il visivo. I visitatori a quattro zampe sono invitati a interagire direttamente con il brand attraverso degustazioni e assaggi, introducendo un livello sensoriale che coinvolge il gusto e il comportamento animale. Questa apertura multispecie, seppur inserita in un contesto leggero e giocoso, suggerisce una possibile ridefinizione degli spazi espositivi come ambienti inclusivi, capaci di accogliere forme di presenza non umane.

A completare l’esperienza, una serie di oggetti in edizione limitata – tra cui borse progettate per l’occasione – funziona come estensione tangibile del progetto, ibridando merchandising e produzione artistica. Ancora una volta, il confine tra arte e prodotto si fa poroso, in linea con una tradizione che TOILETPAPER ha contribuito a consolidare negli ultimi anni.