Nel calendario sempre più stratificato degli eventi dedicati alla cultura e all’economia italiana, Roma Terzo Millennio: la scia della cometa si impone come un momento di riflessione trasversale, capace di mettere in relazione linguaggi e competenze differenti. L’appuntamento, fissato per il 16 aprile 2026 negli spazi del WeGil a Trastevere, si inserisce nel quadro della Giornata Nazionale del Made in Italy, assumendo un valore che travalica la celebrazione per farsi interrogazione critica sul presente
L’immagine evocata dal titolo – quella della cometa – suggerisce una traiettoria luminosa ma non lineare, un passaggio che lascia tracce, sedimenta possibilità, ma al contempo impone una riflessione sulla direzione. È proprio in questo spazio simbolico che si colloca l’incontro, articolato attraverso una pluralità di voci: esperti di governance, imprenditori, giuristi, giornalisti, protagonisti del mondo culturale e creativo. Tra questi, figure come Francesco Minchillo, Antonio Scialletti, Alessandro Botti e Pasquale Piroso contribuiscono a delineare un quadro che tiene insieme sviluppo e responsabilità, economia e territorio.

Accanto a loro, il contributo di intellettuali e operatori culturali come Ignacio Peyró e Guido Talarico amplia il discorso verso una dimensione più propriamente simbolica e narrativa. Il Made in Italy, in questa prospettiva, non è soltanto un marchio o una strategia economica, ma un dispositivo culturale complesso, capace di generare immaginari, identità e forme di appartenenza.
Particolarmente significativa appare la presenza di figure legate al mondo dell’arte e della comunicazione contemporanea, come Simone Brengola, Stefano Costi e Martina Martorano. Il loro intervento suggerisce un’apertura verso pratiche ibride, in cui tecnologia, creatività e produzione culturale si intrecciano, ridefinendo i confini stessi del “fare italiano”.
A moderare l’incontro sarà Paolo Anzunini, figura capace di tenere insieme i diversi registri del dibattito, accompagnando il pubblico in un percorso che si preannuncia denso e articolato. Non si tratta, infatti, di un semplice convegno, ma di una piattaforma di confronto in cui il Made in Italy viene interrogato come fenomeno culturale prima ancora che economico.


