Nel cuore di Venezia prende vita Etnia House of Arts, un progetto innovativo dedicato alla produzione artistica contemporanea, promosso da Etnia Eyewear Culture. L’apertura ufficiale al pubblico è prevista per il 9 maggio ma dal 5 all’8 maggio ci saranno una serie di appuntamenti dedicati alla stampa e agli operatori del settore in concomitanza con l’apertura della Biennale di Venezia.

Il nuovo spazio nasce all’interno dell’ex Chiesa dell’Abbazia della Misericordia, nel sestiere di Cannaregio, restituita alla città grazie a un importante intervento di recupero. L’edificio, le cui origini risalgono al X secolo, porta con sé una storia stratificata che attraversa funzioni religiose, assistenziali e civili, rendendolo oggi un contesto particolarmente fertile per una rilettura contemporanea.
Etnia House of Arts si configura come una piattaforma dinamica, pensata per accogliere pratiche artistiche interdisciplinari e favorire l’incontro tra artisti, pubblico e professionisti del settore. Non si tratta semplicemente di uno spazio espositivo, ma di un ambiente in cui l’arte prende forma in tempo reale, tra residenze, performance, interventi site-specific e momenti di confronto aperti.
Come sottolinea David Pellicer, CEO e Owner di Etnia Barcelona, il progetto nasce dall’esigenza di creare un dialogo continuo con gli artisti: uno spazio in cui la creatività non sia episodica ma costante, capace di attivare relazioni e visioni inaspettate.

Alla base dell’iniziativa vi è la volontà di superare il modello espositivo tradizionale, trasformando la Misericordia in un luogo vivo e attraversabile. Qui il pubblico non si limita a osservare opere finite, ma entra in contatto diretto con i processi creativi, partecipando a un’esperienza unica e in continuo divenire.
Un elemento centrale del progetto è rappresentato dal programma di residenze internazionali. Gli artisti invitati sono chiamati a confrontarsi con un oggetto inusuale — l’occhiale — reinterpretato non come semplice accessorio, ma come dispositivo simbolico attraverso cui esplorare temi legati alla visione, all’identità e alla rappresentazione. Il lavoro si sviluppa in dialogo con lo spazio architettonico e con la città stessa, creando una relazione diretta con i visitatori.
Il programma inaugurale prevede anche una collaborazione con Skira, che contribuirà a un calendario di incontri e approfondimenti con artisti e protagonisti della scena culturale, ampliando ulteriormente l’offerta pubblica.

Dal punto di vista architettonico, l’intervento di restauro ha privilegiato un approccio rispettoso e consapevole, volto a valorizzare le diverse stratificazioni storiche dell’edificio. Le indagini hanno riportato alla luce elementi di grande interesse, tra cui una copertura lignea trecentesca e una rara finestra gotica, restituendo l’immagine di un organismo in continua trasformazione. Il progetto ha scelto di conservare e mettere in dialogo queste tracce, integrandole in una nuova funzione pubblica.
Etnia House of Arts si inserisce così in una visione più ampia, che vede gli spazi culturali come luoghi di produzione oltre che di esposizione. In una città dove l’arte è spesso legata alla memoria, questo nuovo progetto restituisce alla Misericordia una dimensione attuale, trasformandola in un laboratorio aperto sul presente.


