«Da oggi possiamo creare un collegamento tra le accademie che hanno una storia, rivolgendoci a tutta l’Europa». Così Massimo Biscardi, Presidente-Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ha aperto il suo intervento alla conferenza stampa di Chigiana International Festival & Summer Academy 2026, l’iniziativa annuale dell’Accademia Musicale Chigiana che dal 7 luglio al 1° settembre 2026 trasformerà Siena e le sue terre in uno degli epicentri della vita musicale internazionale.
A presentarlo per la prima volta nella sede dell’accademia romana, anche Carlo Rossi, Presidente della Fondazione Accademia Musicale Chigiana, Nicoletta Fabio, Sindaca di Siena, Fabrizio Zappi, Direttore di Rai Cultura, Monica Nonno di Rai Radio3, Claudia Barattini, Segretario Culturale dell’IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, Nicola Sani, Direttore artistico della Fondazione Accademia Musicale Chigiana, e Angelo Armento, Direttore amministrativo della Fondazione Accademia Musicale Chigiana, in un incontro moderato da Virginia Masoni.

Chigiana Festival: un ponte tra le accademie
Centrale nella dodicesima edizione del festival, che ha come linea tematica Isole, la figura di Hans Werner Henze, che ha fatto dell’Italia il suo Paese d’elezione. In questo quadro, nel corso della conferenza è stato letto il messaggio dell’ambasciatore tedesco a Roma: «Quest’anno si celebrano i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche: una solida base per una stabile casa europea. L’Europa rappresenta un luogo sicuro in cui le persone possono realizzarsi liberamente, senza confini e pregiudizi, come ha fatto Henze nella sua vita. Mi auguro che si possa portare avanti questa visione».
Centrale l’intervento di Carlo Rossi, Presidente della Fondazione Accademia Musicale Chigiana, che ha sottolineato la portata del progetto prima di salutare, alla fine di aprile, la guida dell’istituzione: «Siamo felici di essere qui e che l’orchestra sarà presente il 18 luglio in Piazza del Campo, dove tornerà il Concerto per l’Italia». «La stagione è ricchissima – ha proseguito – la dimensione sovranazionale è un impegno costante dell’Accademia Chigiana, proiettata in una prospettiva internazionale anche grazie alle collaborazioni attivate. Il concerto del 18 luglio, come negli anni passati, sarà realizzato con Rai Cultura e Rai Radio3: elementi di assoluto rilievo che consentono alle nostre iniziative di essere conosciute e apprezzate».
«La Chigiana è prima di tutto un’accademia che ha a cuore l’alta formazione dei giovani: è il nostro core business. Molte le collaborazioni in atto, come le 20 borse per studenti del Mezzogiorno sostenute da Mediocredito Centrale e BDM Banca. Questa dimensione ci impegna a custodire la storia dell’istituzione e a proiettarla nel futuro», ha concluso.
Sul tema delle borse di studio è intervenuta Claudia Barattini di IILA: «IILA riunisce l’Italia e venti Paesi dell’America Latina. “Resonancias”, progetto di IILA e Chigiana, permetterà a studenti latinoamericani di accedere all’Accademia nell’estate 2026, con sei borse di studio». «È un’opportunità per rafforzare legami necessari in un mondo che richiede nuove forme di dialogo tra regioni, favorendo un rinnovato avvicinamento tra Italia, Europa e America Latina anche attraverso la musica».

La Sindaca Fabio: «L’evento porta Siena al centro del mondo»
Presente all’incontro anche Nicoletta Fabio, Sindaca di Siena, ha sottolineato il valore culturale e simbolico dell’iniziativa: «Carlo Rossi ha dato un contributo essenziale all’accademia e alla città. Ogni anno si rinnova un appuntamento straordinario che rimette Siena al centro del mondo, non solo per la musica ma per la sua vocazione culturale. Un evento che mette la cultura al centro e la rende accessibile: un’estate di grande musica».
Sul fronte della diffusione e della mediazione culturale, Fabrizio Zappi, Direttore di Rai Cultura, ha evidenziato il ruolo strategico del Concerto per l’Italia: «Noi siamo produttori dell’evento e della trasmissione televisiva dal 2023. La collaborazione nasce nel 2021, da quando abbiamo iniziato a trasmetterlo. L’anno scorso protagonisti con l’Orchestra Rai, e anche quest’anno saremo parte costitutiva dell’evento». Quanto alla postura assunta da Rai di fronte alla proposta culturale, Zappi è chiaro: «Il minimo comune denominatore è la qualità. Rendere popolari eventi colti e raffinati per noi è un privilegio: è la parte migliore del nostro compito di servizio pubblico. Crediamo nella validità di questo tipo di offerta». «Credo molto nel ruolo di aggregatore di proposte diverse – ha aggiunto – il mondo della cultura è composto da molte componenti, spesso divise in compartimenti stagni. Metterle insieme è fondamentale per il servizio pubblico».
A questa prospettiva si affianca quella di Monica Nonno, presente per Rai Radio3, che richiama l’unicità dell’esperienza musicale: «Siamo convinti che la musica sia un linguaggio universale e che la formazione debba essere centrale. Il valore della rappresentazione dal vivo è unico: puoi ascoltare Stefano Bollani molte volte, ma ogni volta è irripetibile. Noi, come radio, cerchiamo di diffondere proprio questa esperienza».
Nicola Sani: «La musica è un’esperienza condivisa»
A delineare nel dettaglio l’architettura del Festival è Nicola Sani, Direttore artistico della Fondazione Accademia Musicale Chigiana, che restituisce la complessità di un programma ampio e articolato: «Questa edizione si intitola Isole e prevede oltre 120 concerti e tante personalità che uniscono le nostre istituzioni, a partire da Santa Cecilia. Un percorso che ha dato vita anche, nel 2021, al Concerto per l’Italia».
Un progetto che si sviluppa come una costellazione di linguaggi e formati – tra concerti sinfonici, musica da camera, elettronica, teatro musicale e nuove creazioni – e che coinvolge oltre 800 artisti provenienti da tutto il mondo, insieme agli allievi della Summer Academy, vero motore generativo del Festival. «Il festival è creato dall’Accademia e dagli allievi, che arrivano da cinquanta Paesi del mondo. I corsi producono il festival: è la forza produttiva degli studenti, affiancati dai docenti e da ospiti internazionali, spesso ex allievi», ha spiegato Sani.

Tra i momenti più significativi, Sani richiama il Concerto per l’Italia, divenuto negli anni un simbolo condiviso: «Era un momento profondamente liberatorio: venivamo dal Covid. Ritrovarsi in Piazza del Campo per ascoltare musica dal vivo, pur con il distanziamento, è stato fondamentale. Quel concerto si intitolava From Silence ed è diventato il concerto di Capodanno dell’estate».
Il programma si distingue inoltre per una forte vocazione alla creazione contemporanea, con nuove commissioni e produzioni originali. Tra queste, emerge in particolare Requiem per Giulia di Andrea Mannucci, commissione dell’Accademia Chigiana, che si configura come un’opera di forte impatto civile ed emotivo, costruita anche attorno alla testimonianza di Gino Cecchettin e a un testo di Khalil Gibran. Accanto alle grandi produzioni, trovano spazio anche percorsi che intrecciano formazione e scena, come la presenza della giovanissima violoncellista Charlotte Melkonian, dodicenne protagonista di uno dei concerti sinfonici, emblema di un sistema che investe concretamente sulle nuove generazioni.
Al centro della programmazione, il focus dedicato a Hans Werner Henze nel centenario della nascita, con un ampio percorso che attraversa il suo catalogo e la sua eredità artistica: «Henze è stato una figura centrale per il territorio di Siena: a Montepulciano ha creato negli anni Settanta il primo festival laboratorio, rendendo la musica un’esperienza condivisa».
Una visione che si estende anche al modello produttivo e culturale dell’Accademia. Come ha illustrato Sani: «Il mondo della creazione musicale deve poter utilizzare anche gli strumenti dell’economia e della finanza per costruire qualcosa di collettivo e accessibile». E, in chiusura, una riflessione che restituisce il senso più profondo dell’intero progetto: «La ragione per cui facciamo musica non è l’evasione: è testimoniare il presente. La musica serve a dire “io vivo, sono presente” e a trasformare la realtà con gli strumenti dell’arte». «Le iniziative come il Chigiana Festival creano ponti, connessioni tra isole, e rendono consapevoli del ruolo della musica nelle arti».
info per il programma completo: chigiana.org


