Pistoletto sui maxi-schermi globali con un messaggio di pace preventiva

Il nuovo progetto dell’artista italiano, promosso da Circa, viene trasmesso ogni sera in nove città del mondo. Una trilogia visiva che traduce in immagini la filosofia del Terzo Paradiso

Michelangelo Pistoletto torna sulla scena internazionale con Three Mirrors, un progetto di arte pubblica diffuso simultaneamente su grandi schermi urbani in nove città del mondo. L’iniziativa, avviata il 1° aprile dalla piattaforma culturale britannica Circa, porta il lavoro dell’artista italiano in contesti ad alta visibilità come Piccadilly Lights a Londra, insieme a installazioni digitali a Los Angeles, Accra, Abidjan, Casablanca, Hong Kong e Seoul. In Italia, il progetto sarà visibile dal 24 aprile tra Milano e Roma.

La programmazione è sincronizzata: ogni giorno alle 20:26 (ora locale), le opere vengono trasmesse negli spazi pubblicitari riconvertiti per l’occasione in piattaforme artistiche. Una scelta che riflette la missione di Circa, impegnata a utilizzare circuiti mediatici globali per veicolare contenuti culturali e stimolare il dibattito pubblico.

Al centro del progetto c’è una trilogia di lavori realizzati a partire da interventi diretti su superfici specchianti: Formula della Creazione, Cittadellarte e Terzo Paradiso. Le opere, filmate alla Fondazione Pistoletto Cittadellarte a Biella, traducono visivamente i principi della ricerca dell’artista, in particolare il concetto di Terzo Paradiso, sviluppato negli ultimi decenni come modello simbolico di equilibrio tra opposti. Secondo Pistoletto, il simbolo — costituito da tre cerchi — rappresenta la dinamica tra polarità contrastanti e la possibilità di generare una nuova sintesi. Da questa visione deriva l’idea di “pace preventiva”, al centro di Three Mirrors: non una risposta ai conflitti, ma una strategia per evitarli attraverso la coesistenza e il dialogo.

Il progetto si inserisce in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e crescente polarizzazione, proponendo un intervento artistico che ambisce a incidere sul piano culturale. In questo senso, l’utilizzo degli schermi pubblicitari assume un valore simbolico: spazi tradizionalmente dedicati alla comunicazione commerciale vengono temporaneamente trasformati in luoghi di riflessione.

Come sottolinea il fondatore di Circa, Josef O’Connor, l’obiettivo è ridefinire la funzione dello spazio pubblico mediatico, interrogandone il potenziale civico. L’arte, in questo caso, diventa uno strumento per sospendere il flusso della comunicazione persuasiva e introdurre contenuti capaci di attivare consapevolezza. Il progetto prevede anche una componente solidale: una parte dei proventi derivanti da edizioni autografate sarà destinata ai programmi educativi di Circa e della Fondazione Pistoletto, oltre a contributi per il Fondo globale di risposta alle emergenze delle Nazioni Unite.