Sarà Kengo Kuma a progettare la nuova ala della National Gallery di Londra, al centro del vasto programma di trasformazione Project Domani, il più ambizioso nella storia bicentenaria dell’istituzione. L’architetto giapponese, già autore dello stadio olimpico di Tokyo e del V&A Dundee, ha prevalso su una shortlist di grandi nomi internazionali, tra cui Foster + Partners e Renzo Piano. Il progetto, sostenuto da una campagna da 750 milioni di sterline, prevede la realizzazione di una nuova ala dedicata all’arte del XX e XXI secolo, segnando una svolta storica per il museo londinese, tradizionalmente focalizzato sulla pittura precedente al 1900.



La proposta di Kuma – sviluppata insieme a BDP e MICA – è stata premiata per la capacità di coniugare innovazione e rispetto del contesto storico, con un’attenzione particolare agli spazi pubblici e alle connessioni urbane tra Trafalgar Square e Leicester Square. L’intervento sorgerà su un’area già di proprietà della National Gallery, oggi occupata da un complesso di uffici e hotel, e punta a ridefinire l’identità dell’istituzione, che ambisce a raccontare l’intera storia della pittura occidentale in un unico luogo. Accanto all’entusiasmo per il progetto, restano tuttavia alcune criticità legate alla sostenibilità economica: nonostante le ingenti donazioni già raccolte, il museo deve affrontare un deficit e possibili riduzioni di personale. Con questa scelta, la National Gallery affida il proprio futuro a una figura capace di interpretare il dialogo tra tradizione e contemporaneità, aprendo una nuova stagione per uno dei musei più iconici al mondo.

La giuria ha attribuito il punteggio massimo alla proposta di Kuma, definendola «esemplare» per qualità e visione. Il progetto è stato apprezzato per l’equilibrio tra innovazione e bellezza, per il rispetto nei confronti dell’adiacente ala Sainsbury e per la cura degli spazi pubblici, arricchiti da un giardino pensile e da un uso calibrato della vegetazione. La scelta della pietra di Portland e la volumetria articolata a gradoni contribuiscono a un inserimento sensibile nel tessuto urbano, favorendo al contempo l’ingresso della luce naturale e creando un sistema di accessi aperto e accogliente verso la città.


