È sempre il Louvre il museo più visitato del mondo

La nuova classifica di The Art Newspaper conferma il primato parigino. Al secondo i Musei Vaticani e al terzo, con sorpresa, il National Museum of Korea di Seul

Il Louvre si conferma anche nel 2025 il museo più visitato al mondo, ribadendo una leadership che appare ormai strutturale nel panorama culturale globale. Subito dietro, i Musei Vaticani consolidano il loro ruolo di secondo polo museale internazionale, mentre Londra mantiene una forte presenza con il British Museum e la Tate Modern. La nuova classifica pubblicata da The Art Newspaper, basata sui dati di affluenza del 2024, restituisce un quadro che da un lato conferma equilibri consolidati, dall’altro segnala cambiamenti sempre più evidenti nella geografia culturale mondiale. Sorprende infatti il terzo posto in classifica, ovvero quello occupato dal National Museum of Korea di Seul che con 6 milioni e mezzo di visitatori registrati, supera il British Museum londinese “solo” al quarto posto. Nelle prime dieci posizioni compaiono anche il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate Modern e la National Gallery di Londra, a conferma della solidità dei grandi poli museali angloamericani nel panorama internazionale.

Accanto a queste istituzioni storiche si fa però sempre più evidente la presenza asiatica, rappresentata, tra gli altri, dallo Shanghai Museum East, simbolo di una nuova centralità culturale che riflette il crescente peso della Cina nel sistema globale dei musei. Il boom dei musei asiatici dipende da una combinazione di fattori. Innanzitutto, il peso del pubblico interno: in paesi come la Cina, una classe media in crescita frequenta sempre più spesso musei e spazi culturali, rendendo meno decisivo il turismo internazionale. A questo si aggiungono forti investimenti pubblici, che hanno portato alla costruzione di grandi strutture moderne, pensate per accogliere numeri elevati, e politiche di accesso agevolato o gratuito che incentivano le visite. Inoltre, i musei orientali puntano molto su innovazione e coinvolgimento, con allestimenti immersivi e uso delle tecnologie, oltre a un forte legame con il sistema educativo. Il risultato è un modello dinamico e accessibile, capace di attrarre pubblico in modo continuativo.

Per quanto riguarda la situazione italiana in particolare, i dati restituiscono un quadro di sostanziale tenuta su livelli alti. I Musei Vaticani, secondi nella classifica globale, si avvicinano ai 7 milioni di ingressi annui, confermando una capacità di attrazione costante su scala internazionale. Le Gallerie degli Uffizi superano i 5 milioni di visitatori complessivi considerando i tre siti del complesso, rafforzando la loro centralità nel panorama nazionale. Buone performance, all’interno della top 100 mondiale, anche per le Gallerie dell’Accademia di Firenze con oltre 2,2 milioni di ingressi, per il Museo Egizio di Torino che supera il milione e per i Musei Capitolini di Roma, che si attestano intorno agli 860mila visitatori. Nel complesso, il sistema italiano appare sostenuto da un equilibrio tra forte richiamo turistico internazionale e valore simbolico del proprio patrimonio storico-artistico, capace di garantire continuità nei numeri anche al di fuori di dinamiche eccezionali.