Agostino Gambino conquista il Premio WGI per la Miglior Sceneggiatura al Cortinametraggio 2026

Con "La notte della luna fertile" il giovane regista romano si afferma tra le voci emergenti più interessanti del panorama del cinema italiano

Si è conclusa con entusiasmo la 21ª edizione di Cortinametraggio, che dal 23 al 29 marzo ha riportato a Cortina d’Ampezzo uno sguardo attento e plurale sul cinema breve italiano. Nella cornice dell’Hotel de la Poste, la cerimonia finale ha premiato le opere più significative di un’edizione capace di intercettare nuove urgenze espressive e linguaggi in trasformazione. Tra i titoli più apprezzati dalla giuria si distingue La notte della luna fertile di Agostino Gambino, “un lavoro maturo e coerente, capace di restituire con intensità il percorso di trasformazione interiore del protagonista”. Proprio coon queste parole, il cortometraggio ha conquistato il Premio WGI per la Miglior Sceneggiatura, selezionato da una giuria d’eccezione composta da Jerry Calà, Simona Izzo, Christian Marazziti, Ricky Tognazzi, Claudio Falconi, Donatella Finocchiaro, Ricky Memphis, Paola Minaccioni e Emanuele Vicorito.

Regista emergente attento alle potenzialità del linguaggio visivo, Gambino costruisce con questo lavoro un’opera che si muove al confine tra cinema e riflessione teorica. Più che sviluppare una narrazione lineare, il film si configura come un’esperienza immersiva che interroga direttamente il senso dell’arte nella contemporaneità, ponendo al centro una domanda radicale: che cos’è oggi un’opera d’arte? Attraverso una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione, il racconto si sviluppa in uno spazio “iperculturale” in cui linguaggi, simboli e identità si fondono, generando una crisi percettiva che attraversa immagini, corpi e ambienti.

Girato tra scenari fortemente simbolici come Gibellina e la Fiumara d’Arte, il cortometraggio combina formati e tecniche diverse, dal digitale alla pellicola Super 8, dando vita a una scrittura visiva ibrida e stratificata, capace di restituire un’esperienza sensoriale e quasi onirica. In questo contesto, la trasformazione interiore del protagonista diventa il riflesso di una più ampia inquietudine contemporanea, in cui l’arte non offre risposte ma apre spazi di interrogazione e consapevolezza.