Il bunker di Villa Ada, realizzato tra il 1942 e il 1943 per proteggere la famiglia reale da eventuali attacchi aerei, riapre al pubblico dopo cinque anni di interventi di recupero e riqualificazione. Prima di diventare una residenza dei Savoia, Villa Ada aveva già una lunga storia alle spalle.
Nell’Ottocento iniziò a trasformarsi in una grande proprietà di campagna appartenente a famiglie aristocratiche, tra cui i Pallavicini, che qui realizzarono viali, giardini e alcune residenze immerse nel verde. All’inizio del Novecento la villa entrò poi nei possedimenti della casa reale: nel 1904 Vittorio Emanuele III la acquistò trasformandola nella propria residenza ufficiale. Con l’avanzare della Seconda Guerra Mondiale e la crescente minaccia dei bombardamenti su Roma, si rese necessario predisporre un luogo sicuro dove potersi rifugiare. Nacque così il bunker, realizzato a circa 350 metri in linea d’aria dalla Palazzina Reale.

Il rifugio, situato in una zona immersa nella vegetazione, è stato costruito all’interno della collina delle Cavalli Madri, sfruttando in parte degli ambienti di cava già esistenti. I progettisti, grazie alla composizione tufacea della collina, realizzarono un accesso capace di accogliere le autovetture all’interno del bunker, una decisione dettata dall’assenza di un percorso sotterraneo che collegava la residenza al nascondiglio. La struttura, di forma più o meno circolare, si estende per più di 200 metri quadrati e presenta sette ambienti: due stanze, due bagni, due ambienti di servizio e un’anticamera.

I lavori di realizzazione si prolungarono fino al 1943 e, con l’esilio di Umberto II, il bunker fu completamente abbandonato. Venne riaperto soltanto nel 2016, quando il Comune di Roma passò il sito in concessione gratuita all’associazione Roma Sotterranea, che si occupò dei restauri. Nel 2021, scaduta la convenzione, il rifugio fu nuovamente chiuso al pubblico. Adesso, dopo i nuovi interventi di riqualificazione del Dipartimento Tutela Ambientale, il Comune ha rinnovato il patto di collaborazione tra con le associazioni Roma Sotterranea e ASD Giochi Di Strada, che collaboreranno insieme per la gestione del sito.
Gli interventi rientrano nel più ampio progetto di recupero ambientale del Parco di Villa Ada, finanziato con 2,4 milioni di euro provenienti dai fondi del PNRR. Attraverso opere di ingegneria naturalistica sono stati stabilizzati i pendii della collina sotto cui si trova il bunker, particolarmente esposti all’erosione, rendendo così possibile un accesso sicuro alla struttura. Sono stati inoltre ripristinati i sentieri che conducono al rifugio e alla sommità della collina delle Cavalle Madri, mentre nelle aree circostanti sono state messe a dimora circa 900 piante arbustive forestali per rafforzare il terreno e favorire la biodiversità.



