Nascosto a Parigi, c’è il campo da tennis più bello del mondo

Tra la torre Eiffel e il Trocadero, in un edificio di Art Decò, si trova il La Cavalerie Tennis Club, vero e proprio gioiello sportivo

Nel prestigioso XV arrondissement di Parigi, incastonato tra la Torre Eiffel, i Giardini del Trocadéro e l’École Militaire, si trova quello che è considerato uno degli sport europei più affascinanti e singolari, e forse persino a livello mondiale: il Tennis de la Cavalerie si configura come una raffinata reinterpretazione di pratiche antiche, dove eleganza e strategia si intrecciano in un equilibrio raro, capace di restituire al gesto sportivo una dimensione quasi scenica, sospesa tra tradizione aristocratica e sensibilità contemporanea.

Il club fu fondato nel 1927: tra i suoi primi membri figuravano personaggi dell’epoca d’oro del tennis francese come Jean Brugnon e i giocatori che divennero noti collettivamente come i Tre Moschettieri del tennis francese. I campi su cui giocavano un tempo furono dichiarati monumento nazionale nel 1986. Il tetto in legno, a un certo punto distrutto, fu ricostruito pezzo per pezzo per riprodurre fedelmente l’originale.

A riportare l’attenzione su questo luogo quasi segreto è anche la recente narrazione internazionale che lo definisce, non senza enfasi, come uno dei campi da tennis più belli al mondo: un autentico “grand slam” architettonico nascosto sopra i tetti della città. Il club, fondato negli anni Venti e ancora oggi riservato a pochi membri, conserva intatto il fascino di un’epoca passata, incastonato al vertice di un edificio art déco progettato da Robert Farradèche nel 1924, un architetto il cui nome è associato alla sontuosa e raffinata eleganza geometrica del periodo, noto sopratutto per il Garage Aerien, un parcheggio multipiano della fine degli anni ’20 situato nel cuore dell’elegante Rue de la Cavalerie.

La vera particolarità di questa costruzione risiede nel tetto che sovrasta il cortile: si tratta di un arco parabolico in legno, assemblato con 1.400 elementi individuali disposti a nido d’ape. Ogni elemento sostiene un carico e l’intera struttura si incurva verso l’alto come una cattedrale: dichiarato infatti monumento di rilevanza culturale dal Comune di Parigi nel 1986, il tetto in legno fu distrutto e interamente ricostruito al costo di 2 milioni di euro in seguito alle violente tempeste che si abbatterono sulla città all’inizio del secolo.