A San Severo in Puglia c’è il teatro più piccolo del mondo

Ideato dalla compagnia Teatro Foyer 97 insieme al regista e direttore artistico Francesco Gravino, il teatro-edicola ha solo sei posti

L’iniziativa è nata simbolicamente in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, quasi a voler riaffermare, in forma concentrata, il valore originario della pratica teatrale: lo spazio condiviso di una narrazione che prende forma anche nelle condizioni più ridotte. L’ex edicola, chiusa da anni e divenuta emblema di un tessuto urbano in trasformazione, ritrova così una nuova funzione, riattivando una dimensione collettiva e culturale. Dopo oltre sei anni di inattività, il luogo, un tempo presidio quotidiano di informazione e socialità, viene restituito alla comunità sotto forma di micro-teatro, trasformando un simbolo di abbandono in un luogo di relazione.

Per tre giorni, da venerdì 27 a domenica 29 marzo, l’edicola di via Tondi, chiuso da ormai sei anni, si è trasformata in un inedito spazio scenico, intimo e raccolto, ospitando performance ravvicinate per un pubblico ridottissimo: sei spettatori per replica. Un formato essenziale, quasi “tascabile”, scandito da brevi azioni teatrali della durata di quindici minuti, programmate nell’arco della giornata, dalle 11 alle 12.45 e dalle 18 alle 20.45. A occupare il minuscolo palco, undici attori che si alternano dando vita a un’esperienza immersiva, in cui ogni distanza tra artista e spettatore si dissolve.

Il repertorio attraversa epoche e linguaggi, da Goldoni a Čechov, da Ibsen a Euripide, fino ad autori contemporanei come Dacia Maraini, Jeanette Winterson e Stefano Benni. Un itinerario eterogeneo che, nella dimensione raccolta dell’edicola, acquista una nuova intensità espressiva, condensando testi e interpretazioni in una prossimità inedita. La trasformazione dello spazio è avvenuta in tempi sorprendentemente rapidi: appena due settimane di interventi, come sottolinea lo stesso Gravino, sono bastate per restituire il chiosco alla comunità in una veste completamente nuova, pronta ad accogliere spettatori e performance.

All’ingresso, un QR code ha accompagnato un messaggio volutamente provocatorio: “Attenzione. Questo QR trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto”. Un invito che sintetizza lo spirito del progetto, pensato non solo come spazio di fruizione ma come attivatore di relazioni e che si ispira infatti a una visione più ampia del teatro come luogo di connessione tra le persone: come racconta Gravino, il riferimento è al pensiero di Willem Dafoe sull’importanza del teatro come strumento capace di unire le comunità, qui reinterpretato in chiave diretta e partecipativa.