È stata presentata la nuova facciata d’ingresso dell’ex Mattatoio di Testaccio, oggetto di un intervento di restauro che ha interessato sia l’impianto architettonico sia il gruppo scultoreo della Tauromachia, elemento iconico del complesso. I lavori hanno permesso di recuperare parti decorative e plastiche compromesse dal tempo, restituendo leggibilità a un fronte che rappresenta uno degli accessi principali all’area. Particolare attenzione è stata riservata proprio alla Tauromachia, la scultura che raffigura la lotta tra uomo e toro, ora destinata a essere valorizzata anche attraverso un sistema di illuminazione serale.

Durante la presentazione, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha sottolineato il valore dell’intervento nel quadro più ampio della trasformazione del sito: «Qui si sta realizzando una delle più importanti Città delle Arti d’Europa». «Questo intervento, che riguarda la facciata e la statua della Tauromachia, ci aiuta a renderci conto dell’alta qualità architettonica del tempo e a valorizzarla – ha aggiunto il sindaco – la bellezza non è un fattore irrilevante: a quel tempo un Mattatoio, pur non essendo un palazzo museale o di governo, lo si faceva così. Questo è un ingresso straordinario. L’intervento restituisce dettagli bellissimi che si erano persi. Il complesso scultoreo sarà illuminato e sarà il simbolo della nuova Città delle Arti ma anche di Testaccio. È già diventato il logo della Fondazione». Il restauro consente quindi di apprezzare la qualità dell’architettura originaria, ricordando come anche strutture a destinazione industriale, alla fine dell’Ottocento, fossero progettate con una forte attenzione formale.
L’ex Mattatoio è infatti al centro di un processo di riconversione culturale avviato da anni, che mira a trasformare l’area — circa 10 ettari tra via Galvani e il lungotevere Testaccio — in un polo dedicato alle arti contemporanee. Alcuni spazi sono già attivi, mentre altri padiglioni restano ancora in attesa di interventi di recupero.



