A Mestre nasce CIRCUIT, il nuovo hub per i linguaggi del presente

Ad inaugurare lo spazio è SUNBURN, mostra di Federica Di Pietrantonio curata da Laura Cocciolillo con nove opere tra pittura, video e installazione

CICRCUIT, centro inaugurato ai nuovi media, si propone come crocevia tra produzione, ricerca e sperimentazione contemporanea, una piattaforma ibrida in grado di coniugare esposizione, riflessione e produzione critica. Un ambiente espositivo di circa 100 metri quadrati in Calle del Gambero, affiancato da una project room in Via Giordano Bruno, pensati come luoghi complementari per accogliere mostre, sperimentazioni e momenti di confronto.

Il progetto nasce infatti con l’ambizione di interrogare il ruolo dei nuovi media nel panorama artistico attuale: non soltanto come strumenti, ma come veri e propri agenti di trasformazione del linguaggio e dell’esperienza estetica. In questo senso, lo spazio si propone anche come luogo di resistenza critica rispetto a una digitalizzazione sempre più pervasiva, offrendo un contesto in cui l’arte possa riflettere, e non solo incorporare, le tecnologie emergenti.

La presenza di un bookshop specializzato e degli uffici della rivista e casa editrice art-frame contribuisce a definire un ecosistema che intreccia pratica artistica, editoria e formazione. La direzione artistica è affidata all’artista e filosofo austriaco Herwig Egon Casadoro-Kopp (HECK), figura centrale nello studio dell’impatto delle tecnologie digitali sulla produzione artistica contemporanea. Accanto a lui, un comitato organizzativo che riunisce competenze curatoriale e comunicative, delineando una struttura che si muove tra teoria e pratica, tra ricerca e divulgazione.

SUNBURN, estetiche dell’esposizione e vulnerabilità digitale

Ad inaugurare l’11 aprile è SUNBURN, personale dell’artista Federica Di Pietrantonio curata da Laura Cocciolillo e aperta fino al 30 maggio 2026. Nove opere in mostra offrono una panoramica ampia e stratificata della ricerca dell’artista che, attraverso l’intreccio di pittura, video e installazione, indaga le forme di connessione e isolamento che attraversano l’esperienza contemporanea. Nella sua pratica, il digitale si configura come un vero e proprio regime esperienziale, capace di incidere su corpi, posture, oggetti e spazi.

Il titolo della mostra richiama una condizione ambivalente fatta di esposizione e vulnerabilità: la scottatura di una pelle non più abituata al contatto diretto con la luce naturale diventa metafora dell’essere online oggi. Costantemente connessi ed esposti, siamo irradiati da schermi che al tempo stesso illuminano e consumano, mantenendoci però distanti da una dimensione fisica e solare dell’esperienza. Il progetto espositivo è accompagnato dall’omonima pubblicazione SUNBURN, edita da art-frame books per la collana CIRCUIT.